Un mese separa l’Italia da un immaginario Election Day destinato a cambiare gli equilibri del Paese. È questo lo scenario nel quale si muove “Il velo strappato. Come si fabbrica una verità”, il nuovo romanzo di Claudio Bollentini, consulente di comunicazione e strategist politico, disponibile da oggi in formato cartaceo e digitale attraverso Amazon KDP.
Un noir politico ad alta tensione che intreccia comunicazione elettorale, finanza speculativa internazionale, tecnologia e potere, portando il lettore dentro una partita combattuta lontano dai riflettori.
Al centro della storia c’è la corsa di un politico populista deciso a conquistare la vittoria elettorale. Dall’altra parte si muove un misterioso e spietato burattinaio della finanza offshore, che dalla Svizzera dirige una rete di interessi capace di influenzare mercati e strategie.
Nel mezzo della contesa, in un bunker sotterraneo a Milano, lavorano uno spin doctor dal cinismo affilato e un informatico dotato di straordinarie capacità. Il loro compito è trasformare dati, algoritmi e tecniche di comunicazione in consenso politico.
Ma quando la manipolazione finanziaria e quella mediatica iniziano a sfuggire al controllo, la partita cambia natura. La posta in gioco non è più soltanto la vittoria alle urne: entrano in campo uno Smart Contract a tempo e un sistema di ricatto crittografico che mettono i protagonisti di fronte a una corsa contro il tempo.
Il romanzo costruisce così una trama nella quale politica, tecnologia e finanza finiscono per sovrapporsi, fino a rendere sempre più difficile distinguere la realtà dalla narrazione costruita per condizionarla.
Bollentini attinge alla propria esperienza professionale per costruire un racconto che affronta, attraverso la fiction, i meccanismi della comunicazione politica e della formazione del consenso.
La narrazione guarda in particolare al rapporto tra dati, percezione dell’opinione pubblica e strategie di comunicazione, inserendoli in una trama che richiama tanto il noir lombardo quanto il techno-thriller internazionale.
«La democrazia rappresentativa viene spesso raccontata come una scelta dei cittadini, ma dietro le quinte è un’equazione complessa dove la narrazione è la vera moneta di scambio», spiega l’autore. «In questo romanzo ho voluto mostrare la simmetria tra chi fabbrica il consenso e chi prezza i mercati, fino al punto in cui la finzione diventa l’unica realtà possibile».
Una riflessione che costituisce uno dei temi centrali del libro: la capacità di costruire una narrazione e orientare la percezione collettiva diventa, nella storia, una forma di potere che attraversa contemporaneamente politica e finanza.
Nato a Milano nel 1963, Claudio Bollentini vive tra l’Alto Varesotto e la Val Cenischia, in Piemonte. Laureato in Scienze Politiche e specializzato in Politica e Relazioni Internazionali, ha maturato oltre quarant’anni di esperienza come spin doctor e consulente di comunicazione strategica per istituzioni.
Alla sua esperienza nel campo della comunicazione politica si affianca un percorso professionale in Svizzera nell’ambito della comunicazione legata al settore finanziario internazionale. Bollentini è inoltre autore di saggi e opere narrative ambientate nell’area insubrica.
Con “Il velo strappato. Come si fabbrica una verità”, l’autore porta quindi nella narrativa temi legati alla comunicazione, alla politica e alla finanza, trasformandoli negli ingredienti di un thriller ambientato tra Milano, la Svizzera e i luoghi più riservati del potere.
Un romanzo che utilizza la tensione del thriller per interrogarsi su una domanda sempre più attuale: quanto è sottile il confine tra la realtà e la verità che qualcuno ha costruito perché noi la considerassimo reale?
© Riproduzione riservata




