Si apre il processo per la morte di Carmela Fabozzi, la pensionata uccisa il 22 luglio dello scorso anno nella sua abitazione di Malnate, in via San Vito.
Davanti alla Corte d’assise il 67enne Sergio Domenichini, presente oggi, mercoledì 20 settembre, nell’aula bunker del Tribunale di Varese, dove i giudici popolari hanno prestato giuramento e la Corte, presieduta da Cesare Tacconi, ha raccolto le richieste di ammissione prove delle parti.
I primi testimoni verranno ascoltati a inizio ottobre. Nella lista del pm, i soccorritori che il 22 luglio si recarono per primi in via San Vito, i parenti della vittima, la compagna dell’imputato.
Carmela Fabozzi, 73 anni, fu uccisa con nove colpi alla testa, sferrati con un grosso vaso trovato dall’assassino nella sua abitazione. Vaso su cui gli inquirenti rilevarono le impronte dell’uomo oggi a processo, che respinge le accuse e tramite il suo avvocato, Francesca Cerri, ha annunciato che si sottoporrà all’esame in aula.
Per la Procura fu Domenichini a recarsi a casa della pensionata, usando un’auto presa a noleggio, il cui gps registrò tutti gli spostamenti: dalla casa di Malnate al Compro Oro di Varese dove furono venduti i gioielli rubati in casa della donna, a un’altra località ancora, in riva all’Olona, dove furono gettati i cellulari della vittima. Poi la tappa in autolavaggio, e quella a casa della compagna per cambiarsi prima della partenza per il mare. al ritorno dalle vacanze l’uomo fu fermato dai carabinieri.
Oggi Domenichini, già noto alle forze dell’ordine, prima del delitto, per diversi precedenti penali, è detenuto nel carcere di Pavia. Il calendario delle udienze è stato stilato. Il verdetto dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno. Nel processo si sono costituiti parte civile il figlio e la nipote della vittima, assistiti dagli avvocati Andrea Boni ed Enzo Andrea Cosentino.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0