Una chiesa parrocchiale gremita di voldominesi e non solo quella che nella mattinata di oggi, mercoledì 16 agosto, ha dato l’ultimo saluto ad Armando Gobbato, scomparso lo scorso lunedì alla veneranda età di centodue anni.
Alle esequie, presiedute dal parroco don Sergio Zambenetti e concelebrate da don Ennio Campoleoni, hanno preso parte anche il sindaco di Luino Enrico Bianchi, i comandanti della Compagnia e della Stazione Carabinieri di Luino Vincenzo Piazza e Roberto Notturno e alcuni rappresentanti della sezione cittadina dell’Associazione Nazionale Carabinieri, a siglare ancora una volta il grande affetto dell’Arma nei confronti di un uomo che ha sempre manifestato, in servizio e non, un profondo attaccamento a questo corpo.
Non a caso, infatti, sulla bara in legno chiaro ricoperta di rose rosse e bianche, campeggiava anche la bustina dell’uniforme sociale dell’ANC – la stessa con cui Gobbato è ritratto nella fotografia scelta per ricordarlo – a dimostrare una fedeltà che anche don Sergio ha voluto sottolineare nell’omelia.
«Armando, nei suoi centodue anni di vita, è stato sempre pronto – ha commentato il prevosto – Ha avuto la prontezza di chi dice “eccomi, sono fedele al progetto che Dio ha su di me”. È stato fedele nel lavoro, fedele nell’esperienza del servizio dentro la Storia, dentro la Chiesa e nell’Associazione Carabinieri tenendo saldo proprio il fondamento della fedeltà».
«Si è messo al servizio della Patria, quando è stato carabiniere, così come della comunità di Luino e di Voldomino, che devono molto a una persona che si è sempre spesa per gli adulti e per i giovani, anche in oratorio, dove era visto come un nonno, anche qui sempre pronto», ha chiosato don Sergio, con il desiderio di esprimere a nome di tutti un sentimento di gratitudine al Signore «per la lunga vita che gli ha concesso e che ha saputo realizzare portando frutti di bene».
Grande la commozione da parte dei famigliari – il fratello Piero, la sorella Mira, i figli Giancarla e Paolo con Patrizia, la nipote Valentina con Gianluca e i tanti altri nipoti e parenti – all’uscita dalla chiesa, dopo aver ascoltato la preghiera del Carabiniere e le note del “Silenzio” che hanno concluso il rito funebre con un ultimo momento carico di emozioni per tutti.
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