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Luino | 5 Giugno 2021

Luino in festa per i cento anni di Armando Gobbato

A festeggiare il bel traguardo dell’ex carabiniere, oltre al sindaco Bianchi, anche il comandante provinciale Piasentin, il capitano Volpini e il luogotenente Lo Sciuto

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Una giornata doppiamente speciale quella di oggi, sabato 5 giugno, per Armando Gobbato che ha festeggiato il suo centesimo compleanno nel giorno tradizionalmente dedicato alla Festa dell’Arma dei Carabinieri.

Un legame che non è semplicemente una questione di date, ma che ha trovato una concreta realizzazione nella vita stessa del luinese originario di Mestrino, in Veneto, dove è nato il 5 giugno 1921, a un anno esatto da quel giorno in cui la Bandiera dell’Arma è stata insignita della prima medaglia d’oro al valor militare per la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale, la data prescelta proprio per ricordare l’anniversario della fondazione del corpo militare.

Negli anni ’30 Gobbato si è poi trasferito con la famiglia dal Padovano al Varesotto per poi giungere a Luino alla fine di quel decennio. Nel 1941 si è arruolato nell’Arma dei Carabinieri, prestando servizio dapprima a Milano e poi al confine fra l’Italia e i territori jugoslavi, con il compito di verificare le tradotte militari, in particolare quelle destinate al fronte russo, dove è rimasto fino al 1943. Tornato dalla Jugoslavia a Luino, affrontando un lungo e faticoso viaggio a piedi dopo l’armistizio dell’8 settembre, ha ripreso servizio nell’Arma fino al 1944 e poi, riuscito a scampare alla deportazione in Germania da parte dei nazisti, ha continuato a prestare il suo servizio in maniera attiva dalla Liberazione sino all’agosto del 1948. In quell’anno, una volta congedatosi, ha iniziato a lavorare in qualità di addetto alla sicurezza presso la ditta Ratti, occupazione che ha mantenuto fino al momento della pensione.

Dal 1951 è membro – e ora un vero decano – dell’Associazione Nazionale Carabinieri e, all’interno della sezione luinese, ha ricoperto con orgoglio, per più mandati, i ruoli di consigliere e alfiere, dedicandosi anche al volontariato – una delle cifre distintive dell’attività dell’ANC – svolgendo il proprio servizio in particolare alle scuole elementari di Voldomino, garantendo la sicurezza dei più piccoli all’entrata e all’uscita dalle lezioni.

Una lunga vita, insomma, nella quale l’affetto per la sua numerosa famiglia e per l’Arma non è mai venuto meno. E proprio per questo l’Arma stessa ha voluto esser presente, nella giornata odierna, a un piccolo momento di festa presso la sua abitazione di Voldomino, all’aperto e nel rispetto delle norme anti-Covid, alla quale sono intervenuti il Comandante Provinciale, colonnello Gianluca Piasentin, il capitano della Compagnia di Luino Alessandro Volpini, il comandante della stazione cittadina, luogotenente Salvatore Lo Sciuto, e alcuni componenti della sezione luinese “C.Re Ticli Roberto” con il presidente Piero Galati.

È stato il colonnello Piasentin a consegnare ad Armando Gobbato gli auguri da parte del Comandante Generale, il generale Teo Luzi, che ha inviato anche un crest con la riproduzione dello stemma dei Carabinieri, e del Comandante della Legione Carabinieri Lombardia, il generale Andrea Taurelli Salimbeni. Da parte dell’Associazione Nazionale Carabinieri, il presidente Galati ha consegnato al festeggiato un attestato di lode da parte del presidente nazionale, il generale Libero Lo Sardo, e un altro crest con lo stemma del sodalizio che lo ha visto parte attiva per tantissimi anni.

“È un piacere festeggiare un carabiniere – perché carabinieri si resta sempre – che ha svolto per la città tanto volontariato: la sua dedizione e il suo grande senso della comunità, forte ancora adesso, sono un esempio per tutti i cittadini”, ha affermato il sindaco di Luino Enrico Bianchi, anch’egli presente a questo bel momento di festa.

“Sono molto contento e commosso, è un grande onore”, sono le parole che Gobbato ha pronunciato con la voce rotta dall’emozione nel ringraziare tutti gli intervenuti – carabinieri, famigliari e amici – per la loro presenza: un grande cerchio di affetto che si è stretto intorno a lui per celebrare con calore questo traguardo davvero importante e che, a maggior ragione dopo un anno così difficile come quello appena trascorso a causa della pandemia, ha avuto un significato ancora più speciale.

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