Italia | 9 Agosto 2023

«Il ddl Enti Locali sblocchi nodi su Province e tributi»

Il deputato varesino Stefano Candiani (Lega) commenta l’avvio dell’esame del nuovo disegno di legge: «Spero che si possa arrivare a classificare in maniera compiuta i livelli di amministrazione»

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Tre gli auspici che il deputato varesino della Lega Stefano Candiani – già sottosegretario all’Interno con delega alla finanza degli enti locali e alla riforma del Testo unico degli enti locali – esprime in seguito all’annuncio dato dal Consiglio dei ministri sull’avvio dell’esame di un disegno di legge delega sugli enti locali.

«Intanto che sia rispettato l’impegno di ristabilire le Province, magari con l’abolizione della legge Delrio, che nei fatti ne ha decretato la fine; una migliore gestione delle finanze degli enti locali che hanno difficoltà a incassare i tributi e a far quadrare i bilanci; e infine il problema delle città metropolitane, “incapsulate” in una sovrapposizione ambigua tra la funzione di Comune e quella di Provincia, divenendo così mere sovrastrutture di governo».

«Gli enti locali – osserva Candiani, che nel 2021 è stato anche primo firmatario di una proposta di legge per la riforma del Tuel – sono in crisi perché negli ultimi vent’anni sono state fatte incursioni al loro interno con modifiche disomogenee operate tramite la legge Delrio. Penso poi anche alle tematiche relative alla finanza, tutti elementi che hanno reso più fragile l’intero meccanismo di funzionamento. Per questo spero che con il provvedimento presentato dal Governo si possa arrivare a classificare in maniera compiuta i due livelli di amministrazione: quello comunale e provinciale da una parte e quello di governo nazionale e territoriale dall’altra».

«Credo poi che sia ancora difficile riuscire a risolvere il nodo delle città metropolitane. Queste a mio giudizio possono essere sicuramente Milano e Napoli, poi direi Torino e Palermo e naturalmente Roma e Venezia, che per loro caratteristiche particolari dovrebbero avere statuti speciali. Ma tutto il resto non riesce a gestire il nodo tra Città metropolitane e Province. Altro tema – conclude Candiani – è quello sulla rappresentatività e rappresentanza del territorio, che deve essere per forza di cose di primo livello, prevedendo quindi l’elezione diretta del presidente delle Province».

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