Palazzo Verbania ospita “II segno e la materia”, mostra del pittore classe 1928 Luigi Bello. Domani, venerdì 4 agosto, il primo atto all’ex Kursaal, con l’inaugurazione della mostra alle ore 18. Presenta il critico d’arte Alberto Moioli.
E’ dalle parole di Moioli, scritte per la presentazione della mostra “Un segno nella storia”, che emerge il ritratto dell’artista e l’impatto emotivo con le sue opere: «L’incontro con Luigi Bello è una delle esperienze più forti e piacevoli che si possano fare nell’affascinante e controverso mondo dell’arte».
Bello, nato a Legnano, si trasferisce a Milano e dal suo atelier di via Solferino inizia a produrre a stretto contatto con i protagonisti del panorama culturale degli anni Cinquanta e Sessanta. Poi, a causa dell’insofferenza nei confronti del clime borghese delle grandi città, decide di trasferirsi a Cadegliano Viconago, e di dedicarsi esclusivamente alla pittura e alle letture, godendo del verde e della tranquillità dell’alto Varesotto.
«L’uomo, particolarmente sensibile, ha dimostrato di saper ascoltare le esigenze della propria anima sin da giovane – continua Moioli – quando lasciò emergere in tutta la sua forza la necessità di disegnare e dipingere. Lo faceva con qualsiasi cosa, forse iniziando già a studiare e sperimentare l’uso di pennelli artigianali fatti di crine di una vecchia spazzola». Proprio la sperimentazione, accanto alla libertà espressiva, è un concetto centrale nell’opera di Bello. Una sperimentazione che si articola su due fronti: l’uso dei materiali nella sua pittura gestuale e l’uso del linguaggio creativo.
La mostra “Il segno e la materia” sarà visitabile fino al 20 agosto. Per ulteriori dettagli, cliccare qui.
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