(di Maurizio Isabella) Nel cuore di Domo, tra architettura religiosa, memoria storica e identità del territorio, un importante intervento di recupero e valorizzazione sta riportando alla luce elementi di straordinario interesse artistico e archeologico.
Le significative caratteristiche del centro sono state più volte analizzate anche in contesti di studi e approfondimenti storici mettendo in evidenza le peculiarità dei singoli monumenti ivi presenti. Il complesso è caratterizzato da ben 4 edifici storici: la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta (chiesa iemale di impostazione medievale ma ampliata a fine ‘700), la chiesa si Santo Stefano (chiesa aestiva anch’essa di origine medievale e con un significativo insieme di affreschi cinquecenteschi), il battistero carolingio e l’ex oratorio di San Filippo, teatro parrocchiale di cui ricorre proprio quest’anno il centenario della costruzione.
Un primo progetto per il recupero del centro religioso di Domo, a firma dell’Arch. Carolina Sangermani con la collaborazione del Geom. Maurizio Isabella, è stato presentato nel 2021 e approvato l’anno successivo dalla Curia (prat. 1070/2021) e dalla Soprintendenza di Milano (prot. 27084 del 25/10/2022). Il progetto prevedeva il rifacimento della copertura e della soletta (con altri interventi minori) all’ex Oratorio di San Filippo e un restauro integrale del battistero di Domo con il rifacimento delle coperture, il consolidamento della volta, l’eliminazione di tutte le superfetazioni, il ripristino di tutte le aperture originali (3 finestre e la porta a sud), il restauro delle facciate.
I lavori hanno permesso di mettere in sicurezza l’importante monumento carolingio (databile tra la fine del IX secolo e l’inizio del successivo) e gli interventi interni hanno evidenziato significative caratteristi-che originali. Le tre finestre erano state interrotte da una cornice ottocentesca mentre un improvvido ta-volato aveva occultato la porta originale. L’eliminazione degli intonaci interni ha rimesso in luce l’antico impianto a pianta ottagonale, seppure con qualche imprecisione esecutiva. La rimozione degli intonaci di fine ottocento hanno rimesso in vista vaste porzioni di intonaco originale e altri dettagli costruttivi indispensabili per una più approfondita conoscenza del manufatto (tessitura e malta originale delle murature, inserimenti medievali, intonaci carolingi). È riemerso, inoltre, una porzione di affresco quattro/cinquecentesco raffigurante San Giovanni Battista. Di quest’opera non era nota la presenza neppure attraverso le visite pastorali, pertanto è stata una importante scoperta del tutto inattesa.
Nel corso dei vari interventi è stata anche tentata una prospezione archeologica al di sotto della parte centrale dell’attuale pavimento (realizzato attorno al 1960). Dalle notizie pervenuteci dai parroci precedenti (in particolare da don Carlo Agazzi Rota) non sembrava essersi conservato nulla delle antiche strutture legate al battistero. L’intervento condotto dalla ditta Archeostudi di Bergamo, sotto la direzione del suo responsabile dott. Roberto Mella Pariani e la supervisione della funzionaria di zona della Soprintendenza Archeologica dott.sa Daniela Locatelli, ha portato alla rimozione di una serie di macerie depositate nel corso dell’esecuzione dell’attuale pavimento (1960).
Nel corso degli scavi sono stati reperiti molti lacerti di almeno due pavimentazioni antiche con impasti a base calce e, alla profondità di circa 80 cm, è riemersa la vasca battesimale originale carolingia. La vasca, ad immersione, a base ottagonale con orientamento pari a quello del battistero, presenta un intonaco di finitura in cocciopesto come parte della malta di allettamento delle pietre. Il fondo della vasca è stato demolito in epoca imprecisata e scavi precedenti avevano raggiunto quote inferiori. Rimangono alcune tracce su alcuni lati della vasca della quota del fondo, posto a circa 1 metro al di sotto dell’attuale pavimento. Una porzione della vasca, probabilmente in corrispondenza dello scarico originale, è stata demolita in epoca imprecisata. Nelle murature attorno rimangono tracce di un piano per la presenza, in origine, di uno o due gradini per poter raggiungere il fondo della vasca. Sono ora in corso rilievi e analisi per meglio comprendere questo del tutto inedito manufatto la cui scoperta ha decisamente aggiunto nuove informazioni a tutto il monumento originale.
I lavori, preventivati in circa 300.000,00 euro sono stati finanziati per 190.000,00 euro dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso l’otto per mille (prot. 1759/2023 del 2/3/2023) e con altri 80.000,00 euro mediante il Bando Cariplo “SOS Patrimonio” del 2023 (rif. 2023-3546). Un particolare ringraziamento va alla CEI e alla Fondazione Cariplo per aver dato alla parrocchia di Domo la possibilità di un intervento così rilevante. Un ringraziamento anche a don Luca Ciotti, parroco di Domo e di altre 5 parrocchie, per aver sempre creduto, seguito e collaborato all’impegnativa impresa e a tutte le ditte intervenute sui due monumenti.
È possibile effettuare una donazione pro-restauri mediante bonifico bancario utilizzando l’IBAN: IT72D0306909606100000197432 su Banca Intesa intestato a Parrocchia Santa Maria Assunta Domo.
Essendo opere di restauro autorizzate dalla Curia e dalla Soprintendenza, le offerte sono deducibili dalle tasse. Inviando copia del bonifico (o strumenti tracciabili) a parrocchievaltravaglia@gmail.com verrà prodotta la certificazione da allegare alla dichiarazione dei redditi.
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