Totalmente incapace di intendere e di volere. Per questo motivo il 31enne marocchino accusato di tentato omicidio nei confronti di due agenti della Polizia di frontiera di Luino, è stato assolto dai giudici del tribunale di Varese.
Il verdetto è arrivato nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 13 luglio, ma il destino processuale della vicenda – avvenuta a Lavena Ponte Tresa il 19 agosto 2021 – era emerso chiaramente già ad inizio maggio, grazie ad una perizia che aveva certificato il vizio totale di mente dell’uomo al momento dei fatti, e la sua incapacità di comprendere il processo.
L’uomo, pericoloso socialmente, dopo un periodo di detenzione a Belluno è stato trasferito in una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), dove è presente una struttura psichiatrica in grado di gestire al meglio la sua situazione. Vi resterà per i prossimi due anni, durante i quali, periodicamente, le sue condizioni saranno valutate dal Tribunale di sorveglianza.
Quel giorno di agosto del 2021 l’uomo, irregolare sul territorio italiano, era stato fermato per un normale controllo a lato della strada provinciale 61. I poliziotti luinesi gli chiesero i documenti e lui reagì con violenza. Impugnò un coltello e cercò di colpire uno degli agenti, mentre l’altro fu costretto a sparare, colpendo il 31enne all’addome.
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