Continua a tener desta l’attenzione della cittadinanza di Luino l’intervento di riqualificazione dell’area del Lido, da anni oggetto di lavori per riportarla a nuova vita, ma di cui ancora si attende la conclusione.
«La sequenza di eventi che sta caratterizzando l’operazione di rinnovamento dell’area Lido di Luino comincia a preoccupare, – afferma il consigliere comunale del gruppo di minoranza “#luinesi” Davide Cataldo – Comunicati trionfali del marzo 2022 ci davano per certa l’apertura della struttura nell’estate 2023: ci avevo creduto poco già allora, ma tutto fin qui mi lascia pensare che neanche per la prossima estate 2024 i luinesi potranno usufruire della struttura e dei suoi servizi. Spero di sbagliare».
«La passata amministrazione – prosegue – aveva deciso di investire direttamente nella ristrutturazione della area Lido, con una cifra di 1,2 milioni destinata alla ristrutturazione totale del comparto, proprio per riuscire in tempi certi a riconsegnare questa splendida area di Luino ai suoi cittadini. La nuova amministrazione, una volta eletta aveva però deciso di interrompere gli investimenti totalmente pubblici in quest’area, riproponendo invece un nuovo bando per ultimazione opere e per appalto di gestione di servizi turistici e ricreativi che aveva ottenuto una sola offerta e aggiudicato in data 10 marzo 2022 i lotti A e B (bar ristorante e piscine)».
«Dopo circa un anno, nei primi mesi di questo 2023, l’amministrazione in risposta ad un’interrogazione di Andrea Pellicini ci ha comunicato che a causa “del persistente inadempimento” della ditta che aveva vinto la gara d’appalto nel marzo 2022, il comune avrebbe proceduto alla risoluzione del contratto. Il primo dubbio era sorto già a quel tempo: come mai – domanda Cataldo – si è atteso ben un anno prima di risolvere il contratto se si rilevavano persistenti inadempienze da tempo? A seguito di questi accadimenti l’amministrazione comunale ha finalmente deciso di rivedere in parte le sue posizioni e di investire direttamente almeno nel rifacimento delle due piscine, degli spogliatoi e delle docce. Il nuovo bando però prevede comunque l’onere a carico dell’aggiudicatario di procedere “alla realizzazione di opere consistenti nel completamento degli interni dell’edificio adibito a bar ristorante, ora al rustico, e nell’eventuale esecuzione delle finiture degli edifici che l’Ente realizzerà al rustico”, tutto questo senza futuro rinnovo espresso».
«I miei dubbi e la preoccupazione maggiore derivano principalmente da altri due fattori che appaiono molto limitanti: in primis – spiega il consigliere – il poco tempo concesso da questo nuovo bando, che dal 30 maggio 2023 scadrà già il 10 luglio 2023, concedendo solo poco più di un mese per espletare tutte le formalità a chi volesse partecipare. In secondo luogo le condizioni economiche poste come requisito per la candidatura: viene infatti richiesto dal Comune ai partecipanti di poter dimostrare “di aver conseguito nell’ultimo triennio un fatturato medio annuo nello stesso settore o in settori di attività similari a quelle da esercitarsi nel compendio immobiliare, pari ad almeno € 350.000,00” senza evidentemente considerare la pandemia mondiale appena superata, che ha colpito principalmente il settore turistico-ricreativo».
«Nella speranza che questi miei dubbi vengano presto smentiti dai fatti, chiudo con l’augurio alla Città che finalmente quest’area così importante possa trovare la sua giusta riqualificazione e una nuova vita», conclude Cataldo.
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