Giornata di sport ieri a Brenta, con l’inaugurazione dei nuovi campi di bocce al parco comunale “Ramorino”.
Più di sessanta persone hanno preso parte all’evento, con taglio del nastro, all’interno dell’area pubblica su cui l’amministrazione comunale ha investito riqualificando i due spazi da gioco, ora in sintetico (prima erano in terra battuta) e omologati per le competizioni ufficiali della federazione di bocce.
Cerimonia, partite sui nuovi campi, in compagnia dell’ex campione del mondo Massimiliano Chiappella, e rinfresco per tutti: questi i tre momenti che hanno scandito la giornata, alla quale hanno partecipato diversi giovani. Ragazzi e ragazze saranno coinvolti nelle future attività sui campi, che verranno promosse dalla Pro Loco e dall’associazione sportiva del paese.
Le bocce a Brenta non sono una novità. Da diverso tempo le associazioni locali e l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Gianpietro Ballardin, organizzano manifestazioni sportive incentrate sulla valorizzazione dell’antica disciplina, con risvolti sociali importanti che passano ad esempio dai tornei estivi aperti ad appassionati di tutte le età e voluti anche per coinvolgere persone diversamente abili.
L’impegno del Comune sul parco del paese non è finito. I campi da bocce dovranno essere dotati di una copertura, così da incentivarne l’utilizzo in tutti i periodi dell’anno; altri interventi riguarderanno il campo da basket, a sua volta da riqualificare con il rifacimento della superficie, e la sala polivalente che si trova nel parco, e che viene usata per teatro, ginnastica e saggi. Qui è presente un bar, gestito dalla Pro Loco, che il Comune vorrebbe ampliare, creando inoltre più spazio per i giovani e nuovi servizi igienici. All’esterno, tra i diversi impianti del parco, sorgeranno inoltre degli spogliatoi.
Tutte opere che l’amministrazione comunale ha già in testa, ma al momento mancano i fondi per realizzarle, dopo il verdetto negativo di un bando dello scorso anno a cui il Comune aveva aderito per ricevere finanziamenti. Per reperire le risorse – serve circa un milione di euro – è stata scelta nuovamente la strada dei finanziamenti pubblici, tra bandi regionali e del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
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