Fondi regionali in arrivo per il Comune di Brenta, che grazie ad un finanziamento dell’ente superiore potrà mettere mano all’impianto sportivo del paese e al parco pubblico “Ramorino”.
Tramite un bando dedicato allo sport l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianpietro Ballardin ha chiesto e ottenuto un contributo economico di 70 mila euro circa, a cui se ne aggiungono 30 mila prelevati dalle casse del municipio, per un totale di circa 100.000 euro. A cosa serviranno?
In primo luogo alla riqualificazione di due campi di bocce, importanti per il tempo libero dei cittadini, ma anche per una serie di attività che hanno una componente sociale molto forte, e che consentono a ragazzi e adulti – anche con disabilità – di condividere momenti all’insegna dello sport, grazie a giornate e tornei che portano in paese persone provenienti in parte da realtà che si trovano fuori dai confini dell’alto Varesotto.
«I campi, attualmente in terra, verranno convertiti in sintetico – spiega Ballardin – e diventeranno a tutti gli effetti campi in regola per le manifestazioni ufficiali della federazione di bocce. Sempre con questi fondi riusciremo inoltre ad intervenire sull’offerta sportiva del parco pubblico, installando un percorso benessere con attrezzi per il fitness e la ginnastica».
Tutto secondo le previsioni? Non proprio, perché il Comune aveva messo a punto il progetto di riqualificazione pensando più in grande e chiedendo ulteriori fondi – in questo caso ministeriali – per aggiungere all’elenco delle opere da realizzare la sistemazione del campo da basket e la realizzazione di spogliatoi e servizi igienici per l’impianto, oltre che per la copertura dei campi da bocce, in modo tale da prolungarne la fruizione nel periodo invernale.
Un piano del valore di un milione di euro, inserito in una richiesta di finanziamento più ampia, di 5 milioni circa, perché formulata come aggregazione di Comuni insieme alle amministrazioni di altri paesi del territorio. La domanda di finanziamento non è andata a buon fine ma il problema è che nelle oltre 90 pagine di report sugli esiti del bando, il Comune “più a nord” che ha ricevuto l’ok per lo stanziamento della somma di denaro chiesta si trova nelle Marche.
Questo significa che nessun Comune della provincia di Varese, né tantomeno di tutto il nord Italia, ha avuto accesso ai finanziamenti, andati quasi interamente al sud. «Ci era stato chiesto di aggregarci per arrivare a rappresentare un’area composta almeno da 15 mila abitanti – aggiunge Ballardin – e lo abbiamo fatto, con un sacrificio non indifferente, in termini di lavoro, per i nostri uffici comunali. Un sacrificio che non solo non è stato premiato, ma non è stato nemmeno considerato. Mi auguro che i nostri parlamentari possano intervenire per favorire il superamento di criticità di questo genere, che riguardano l’attività amministrativa e la quotidianità nei nostri paesi, comprese le modalità con cui ci si impegna per affrontare certe problematiche, come ad esempio quella del disagio giovanile, offrendo possibilità concrete per stare alla larga dai guai».
Un riferimento, quest’ultimo, che va nello specifico al recente tavolo tra sindaci della Valcuvia ospitato dall’amministrazione comunale di Cittiglio e dedicato alla necessità di fare rete per evitare che ragazzi e ragazze vengano attratti dal pericoloso fenomeno delle baby gang. Tavolo a cui proprio il sindaco di Brenta ha portato la testimonianza dell’approccio efficace con le nuove generazioni praticato attraverso lo sport e alcuni degli spazi pubblici al centro dei progetti sopra elencati, che per quanto concerne la parte di piano non finanziata, verranno rivalutati – assicura Ballardin – nella prossima programmazione di bilancio.
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