Brenta | 11 Giugno 2023

Brenta e il recupero del nucleo antico: un problema da trasformare in risorsa

Tanti gli edifici dismessi presenti nel cuore del borgo. Il Comune, dopo due acquisizioni, vorrebbe avviare altri progetti di riqualificazione. Ma mancano i fondi

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Tegole sconnesse sui tetti, erba alta nei cortili che nessuno più cura da tempo, vetri rotti, persiane scolorite, intonaco scrostato lungo le pareti esterne. Girando tra le strette vie del centro storico di Brenta, i colori accesi dei numerosi murales e dei mosaici realizzati negli ultimi anni per dare vivacità al cuore del borgo, attraverso l’arte, si scontrano con il grigiore degli edifici dismessi.

Sono circa una trentina e per l’amministrazione comunale rappresentano un problema che con i dovuti interventi potrebbe essere trasformato in una risorsa. Se solo ci fossero i soldi per farlo. Molti di questi edifici appartengono a persone che non vivono più in paese, e sono abbandonati a loro stessi. Basta uno sguardo da vicino per cogliere il livello di degrado, che in alcuni casi, senza i dovuti interventi, potrebbe portare prima o poi a pericolosi cedimenti.

“Comprare e poi ristrutturare” è la linea che il Comune di Brenta vorrebbe seguire. Tanto ambiziosa quanto impraticabile, allo stato attuale, perché la capacità di spesa è limitata e dall’esterno, su questo fronte, non arriva supporto. «Gli enti superiori, in questo ambito, dovrebbero avviare delle politiche di sostegno per i Comuni – commenta Gianpietro Ballardin, sindaco di Brenta – E’ vero, ci sono bandi e finanziamenti per riqualificare edifici di proprietà comunale, ma per acquistare gli stabili abbandonati e valorizzarli il Comune deve fare da sé».

Esempio concreto: un’asta giudiziaria dedicata ad uno dei numerosi edifici dismessi presenti nel nucleo antico di Brenta. Il Comune partecipa all’asta, ma con un budget limitato, e non potendo rilanciare su un’offerta più alta, il sogno dell’acquisizione sfuma. Altro caso: una trattativa avviata con un privato per uno stabile in posizione strategica, da inserire in un’ipotetica opera pubblica con risvolti significativi sull’assetto urbanistico e sulla viabilità. Anche qui niente da fare, a causa di un prezzo base fuori portata per le casse comunali.

L’amministrazione, ad ogni modo, cerca di muoversi con le risorse che ha, ed entro luglio verranno appaltati i primi lavori alla vecchia residenza De Camilli e all’ex latteria, entrambe aggiunte al patrimonio comunale dopo le pratiche per l’acquisizione. Il primo luogo diventerà la nuova sede della biblioteca, con alcuni locali per i giovani e un cortile da impiegare per il cinema e il teatro all’aperto; il secondo sarà uno spazio polifunzionale per le associazioni e gli artisti.

Ma le idee sono tante, e altri traguardi raggiunti in passato provano ancora oggi la bontà dell’approccio. E’ infatti partendo da una vecchia struttura del centro storico che il Comune ha potuto realizzare sette moderni appartamenti, assegnati ad altrettante famiglie in condizioni di fragilità. «Le azioni di recupero potrebbero avere dei vantaggi anche a livello turistico – aggiunge Ballardin – a partire dalla conversione degli stabili in ostelli, bed and breakfast, alberghi diffusi». La struttura ricettiva che si trova in centro paese nasce proprio da questo genere di conversione, e ogni anno ospita persone provenienti da tutto il mondo, tra cui vacanzieri in cerca di una soluzione funzionale alle gite al lago, in barca o in canoa, e alle escursioni sui sentieri dell’alto Varesotto.

«I progetti ci sono, servirebbero più fondi – ribadisce in conclusione il primo cittadino – Investire di più sui nuclei storici sarebbe utile anche per limitare il consumo di suolo, che nella nostra regione è il più elevato d’Italia».

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com