Brenta | 28 Maggio 2025

Brenta, l’ex Latteria diventa casa delle associazioni

L'immobile di piazza Diaz è stato ristrutturato dal Comune che lo ha messo a disposizione di Pro Loco, alpini e di una cooperativa che si occupa di corsi musicali. Il 2 giugno l'inaugurazione

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L’ex Latteria di Brenta tornerà presto ad avere un ruolo nella quotidianità del piccolo borgo grazie a un progetto di ristrutturazione voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianpietro Ballardin che ha trasformato l’immobile in una “casa delle associazioni“. E si prepara ora a inaugurarlo. L’appuntamento è in piazza Diaz per le 11 di lunedì 2 giugno, festa della Repubblica.

L’edificio è distribuito su tre piani. Il primo è dedicato alla Pro Loco, che ha così una nuova sede, e alla sezione locale degli alpini. Per il secondo piano il Comune ha stipulato una convenzione con la cooperativa A.R.L. “Musica per Varese” che si occuperà di svolgere corsi di musica con un percorso didattico – educativo dedicato sia agli studenti che agli adulti.

All’ultimo piano è stato realizzato un terrazzamento con vista panoramica sul paese e sul monte Rosa. Degna di nota anche la scelta di decorare la facciata con due mosaici realizzati dall’artista Andrea Sala. Il Comune, inoltre, ha scelto di investire sull’installazione di un ascensore per consentire alle persone con disabilità motorie di accedere in sicurezza all’edificio.

L’ex Latteria rappresenta un pezzo di storia del paese, come spiega il sindaco Gianpietro Ballardin: «La Latteria sociale nasce il 17 marzo del 1943, per volere di dodici soci, con lo scopo di lavorare razionalmente il latte prodotto nelle stalle. In quell’anno Brenta aveva 847 abitanti. Nel nostro paese una mucca, il latte e i suoi derivati, le galline e i conigli erano fonti di sostentamento importanti per le famiglie, soprattutto per quelle in cui i mariti emigravano alla ricerca di un lavoro che consentisse loro di mandare a casa i soldi per mantenere i propri cari».

Queste vicende sono ricostruite nel dettaglio in un libro scritto da Renata Cariola, dal quale si apprende che gli ideatori della cooperativa erano dei “foresti”, cioè delle persone provenienti da fuori, in particolare dal Veneto, regione dove le esperienze sociali e cooperative avevano già una lunga tradizione. Altri esponenti del gruppo invece erano originari di Brenta o comunque della Valcuvia.

L’immobile, tornando al presente, è stato donato dai soci al Comune che ha così potuto dare vita al proprio piano di ristrutturazione per «recuperare il valore sociale e storico dell’edificio, che è stato importante per la nostra comunità nei difficili momenti della guerra e del dopoguerra», aggiunge in conclusione il sindaco Ballardin.

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