Il cinema come autentica passione sin dagli anni liceali, a Luino, per proseguire su questa strada frequentando e diplomandosi presso la “Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi” di Milano, e finire, o meglio “iniziare la sua carriera”, sul red carpet della 76esima edizione del Festival di Cannes, una tra le kermesse cinematografiche più importanti al mondo.
Questa è stata l’esperienza della giovane luinese Sofija Zobina, che ha preso parte all’ultimo fatica della regista e sceneggiatrice Alice Rohrwacher, “La Chimera“, nel ruolo di una giovane donna straniera. Il film è stato presentato a Cannes ed uscirà nelle sale nei prossimi mesi.
Un piccolo traguardo ma straordinario quello della 24enne, ma l’auspicio è che, dopo aver partecipato alla seconda stagione di “Summer time”, serie tv Netflix, e ad un’altra serie, “Il clandestino”, con Edoardo Leo e di Rolando Ravello, questi impegni possano essere un trampolino di lancio per la carriera della giovane attrice, che attualmente, in collaborazione con “Residenza Idra” di Brescia, sta scrivendo lo spettacolo teatrale “Voglio solo una vita decente”.
«Ho partecipato ad un provino conoscitivo, a Roma, per una parte nel film “La Chimera” di Alice Rohrwacher – racconta Sofija -, ma mai mi sarei immaginata di esser ricontattata direttamente dalla regista per una parte nel suo film, dopo un anno. Ricordo che durante il provino, durato un’ora e mezza, le ho raccontato della mia vita. Ne era molto affascinata, ed io ho improvvisato molto. Mi ha chiamato perchè ha pensato fossi perfetta per un ruolo, quello di una giovane donna straniera, con l’accento dell’Est, che vive in una comune insieme ad altre donne e bambini».
«Quella di Cannes, per me, è stata un’esperienza straordinaria ed emozionante – prosegue ancora Sofija -, che mi ha permesso di camminare sul red carpet, lo stesso red carpet calpestato da Johnny Depp, Michael Douglas, Leonardo DiCaprio, Robert De Niro, Pedro Almodóvar, Natalie Portman e Scarlett Johansson, solo per citarne qualcuno. Mi vengono i brividi al solo pensiero».
«Se ho raggiunto questo piccolo, ma per me grande traguardo – conclude la giovane attrice luinese -, devo ringraziare anche Elena Brocchieri e tutte le donne dell’associazione Banca del Tempo di Luino, per l’importante lavoro che stanno svolgendo sul territorio».
Così, dopo l’esperienza di Emanuele Arioli, del 2021, un’altra luinese ben figura al Festival di Cannes, con la speranza che possa diventare un’attrice in grado di riuscire a confermarsi e ritagliarsi spazi in questi palcoscenici così importanti a livello mondiale.
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