Laveno | 4 Maggio 2023

Laveno, nuove telecamere: attesa finita

Apparecchi collaudati e regolamento approvato in Consiglio comunale. Il sistema è attivo, dal centro a Cerro. Le finalità, la rete con i privati e il ruolo del cittadino. Tutti i dettagli

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Dopo il collaudo delle apparecchiature è arrivata l’approvazione del regolamento in Consiglio comunale, e ora per il nuovo impianto di videosorveglianza di Laveno Mombello (qui i dettagli) la trafila burocratica è terminata.

Gli occhi elettronici sono attivi e vigilano sulla sicurezza dei cittadini e sulla tutela del bene pubblico, grazie ad un importante investimento dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luca Santagostino: 62.500 euro prelevati dalle casse municipali, più 37.500 euro ottenuti da un bando del Ministero dell’Interno, per un totale di 100.000 euro.

I luoghi e il contesto. Piazza Italia, il lungolago (dal centro alla frazione di Cerro), l’area Gaggetto. Questi i punti della città monitorati dalle telecamere, con cinque postazioni, insieme ai punti di ingresso e uscita in direzione Cittiglio e Luino, grazie all’ulteriore supporto dei sistemi di lettura targhe. L’impianto di videosorveglianza non esisteva più dal 2015, ha ricordato in Consiglio comunale il sindaco Santagostino. E dopo sette anni è arrivata la svolta. «I tempi di realizzazione sono stati lunghi – ha aggiunto il primo cittadino – ma l’importante era raggiungere l’obiettivo. Oggi abbiamo un impianto funzionante».

Il regolamento. Il passaggio tecnico compiuto in Consiglio comunale nei giorni scorsi è servito ad approvare ufficialmente l’utilizzo del sistema di telecamere in modo completo, non solo per quanto riguarda gli apparecchi elettronici, ma anche per tutti gli strumenti e le dinamiche che ruotano attorno al circuito: trattamento dei dati personali, strutture di registrazione, utilizzo delle body cam, in dotazione alla polizia locale, e delle dash cam (da posizionare sui veicoli degli agenti), e poi ancora uso delle fototrappole e del telelaser.

Le finalità. Con il nuovo impianto il Comune ha ora uno strumento tecnologico in più per combattere il vandalismo, per ricostruire sinistri stradali e prevenire i blocchi del traffico, per vigilare sullo smaltimento illecito dei rifiuti (il controllo nella forma “repressione e sanzione” è stato potenziato, ha annunciato il sindaco, e gli agenti di polizia locale parteciperanno ad uno specifico corso di formazione), e per supportare le indagini delle forze dell’ordine. Punto, quest’ultimo, su cui l’amministrazione intende compiere un altro passo, favorendo l’adesione alla rete comunale di telecamere da parte dei privati cittadini, dei supermercati e di altri esercizi, come ad esempio le farmacie comunali di piazza del Carroccio e piazza Europa. Il passaggio sarà accompagnato da una apposita convenzione: il privato potrà rafforzare il monitoraggio sulle aree esterne alla sua proprietà, pur non potendo controllare direttamente le riprese sul suolo pubblico, ma affidandone la supervisione al Comune.

Il ruolo del cittadino. Cosa succede in presenza di episodi che potrebbero riguardare la commissione di un reato? Il cittadino, secondo il regolamento, avrà quattro giorni di tempo per chiedere che venga bloccata la cancellazione delle immagini delle telecamere (conservate per sette giorni), in attesa che le forze di polizia, a cui si rivolgerà per sporgere denuncia, possano accedere alle riprese per accertare quanto accaduto. Questa richiesta, ha spiegato il sindaco, andrà presentata in forma scritta all’Ufficio Protocollo del Comune, fornendo indicazioni utili a recuperare le riprese riguardanti il fatto: luogo, giorno e orari, oltre ai dettagli sulle persone coinvolte.

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