Il CAI Luino compie settantacinque anni e festeggia il traguardo con un evento pubblico in programma questa sera a Palazzo Verbania, a partire dalle 20.30. Sarà il primo appuntamento di un calendario di incontri ed escursioni che si svolgeranno da qui a dicembre (in galleria fotografica i dettagli) accanto alle tradizionali attività della storica sezione, fondata nel 1948.
Il club oggi. A tracciare una panoramica sul club lacustre è l’attuale presidente, Adriano Rinaldin, socio CAI da cinquant’anni, al terzo mandato alla guida della sezione. E visto che l’estate è vicina, e nei mesi caldi l’attività escursionistica – unita al turismo – si intensifica, il primo cenno non può che andare ai 550 chilometri di sentieri di competenza del club, che uniscono Veddasca, Valdumentina, Valmarchirolo e Valtravaglia, dalla fascia lacustre al confine con la Valcuvia.
«Stiamo lavorando sulla segnaletica – spiega Rinaldin – rifacendo i segni bianchi e rossi che individuano i percorsi e censendo i cartelli che durante l’inverno si sono usurati. Si tratta di una manutenzione leggera – precisa il presidente – perché per quella pesante, riferita ad esempio alla caduta di alberi e al dissesto dei tracciati, interviene la Comunità montana, anche sulle criticità da noi segnalate». Data l’assenza di precipitazioni importanti durante l’inverno, le esigenze manutentive sono limitate, e gli itinerari sono accessibili.
L’escursionismo. Vette locali, piemontesi e della vicina Svizzera, nella maggior parte dei casi con vista lago, sono al centro delle uscite ordinarie dei soci, insieme alle escursioni a passo lento, irrinunciabili per chi – per ragioni di età e di salute – non è più in grado di sostenere le uscite più impegnative, ma non ha perso il desiderio di muoversi in montagna. Nel club, ad ogni modo, non mancano gli iscritti che continuano a misurarsi in escursioni verso cime che raggiungono e superano i quattromila metri.
«Anche se oggi certi contesti sono più pericolosi rispetto al passato, a causa dei cambiamenti climatici – sottolinea Rinaldin – L’aspetto dei ghiacciai è mutato e sono comparsi rischi che prima non c’erano, per esempio in prossimità di pareti rocciose private della coesione assicurata dal ghiaccio. L’assenza di neve dell’ultimo inverno, inoltre, ci ha costretti a spostare alcune ciaspolate oltre confine, dove le precipitazioni sono state consistenti».
Il gruppo giovani. Accanto al gruppo dei soci storici del CAI Luino è presente quello composto da ragazzi e ragazze. «Un collettivo lanciato alcuni anni fa con parecchie iscrizioni – racconta il presidente della sezione – e che ora forse ha bisogno di essere rinvigorito». La presenza di un gruppo di giovani uniti dalla passione per le escursioni è comunque una solida base, che si sta sviluppando anche verso il campo dell’alpinismo, grazie ad un apposito corso del club.
Il bivacco “Città di Luino”. Il progetto più ambizioso nel passato recente della sezione è senza dubbio quello legato alla riqualificazione del bivacco sul monte Rosa, sistemato tra il 2018 e il 2019 grazie ad un bando del CAI nazionale, al contributo economico del Comune di Luino e a quello personale dei soci.
«Dopo lo stop per il Covid abbiamo completato l’arredo con la fornitura dei nuovi materassi – fa sapere Rinaldin – Il valore di questa struttura va oltre il contesto locale ed è riconosciuto a livello internazionale, grazie ai tanti alpinisti stranieri che scelgono come meta la seconda montagna più alta d’Europa». E lì, alle cime di Roffel (3.600 metri di altezza), il club lacustre offre con orgoglio un punto per la sosta e il pernottamento di tanti sportivi appassionati.
Il tesseramento. La vita del club, infine, è fatta anche di numeri: dai 124 soci che nel 1948 firmarono il documento ufficiale di costituzione del gruppo, ai quasi quattrocento soci odierni; nel mezzo, una storia che con il passare del tempo è diventata tradizione.
«Quest’anno abbiamo avuto una crescita quasi del 10% rispetto ai tesseramenti dell’anno precedente – dice Rinaldin – Siamo contenti, significa che riusciamo a dare un contributo positivo in termini di valori e di attività. Pensavamo che il Covid ci avrebbe fatto perdere iscritti, invece la sezione è riuscita a tenere aggregati i soci». L’incedere del tempo e le altre avversità non scalfiscono l’amore per la montagna.
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