Un maggior utilizzo di prodotti biologici, più frutta e verdura, più forniture dai produttori locali. Sono queste alcune delle linee guida che il Comune di Luino ha inserito nel nuovo bando per la gestione delle mense scolastiche. Una procedura che entro l’estate porterà ad individuare l’azienda che si occuperà del servizio a partire dal prossimo anno, visto che la gestione attualmente in carico alla ditta Sodexo è in scadenza.
Il servizio, che include la preparazione dei pasti nei centri cottura dell’asilo nido di via Forlanini e della scuola primaria di via Collodi, e il trasporto dei pasti alle primarie di Motte, Voldomino, Creva, alla scuola media e al Centro diurno per disabili, si sposta in modo significativo verso una maggiore attenzione all’impatto ambientale.
A fare la differenza, spiega il vicesindaco di Luino, Antonella Sonnessa, saranno soprattutto i criteri ambientali minimi (cam), dei parametri introdotti a livello ministeriale e riguardanti la percentuale di prodotti biologici impiegati nelle mense delle scuole. Incideranno ad esempio sulla scelta dei cereali (da privilegiare quelli che richiedono un minor utilizzo di acqua) e dei tipi di carne (meglio la bianca di quella rossa), favorendo un maggior ricorso al pesce fresco e alla verdura, e un uso ridotto dei cibi processati.
«Altra importante novità – annuncia Sonnessa – è la collaborazione con il laboratorio contro lo spreco alimentare del Tavolo per il clima di Luino, che ci consentirà di ridistribuire il cibo in eccesso all’interno di una rete di associazioni ed altre realtà locali, per non buttare via nulla». Ai tavoli delle mense, inoltre, si tornerà a piatti e posate lavabili, eliminando il monouso e quindi riducendo il consumo di plastica.
La figura del tecnologo alimentare è confermata. L’esperto che può visionare lo stato delle cucine, verificare la provenienza del cibo impiegato e interagire con l’azienda che si occupa del servizio di refezione, per esempio sulla scelta dei fornitori, è stata un punto di riferimento per l’amministrazione comunale durante l’ultimo anno.
Un anno nel quale il Comune ha portato per la prima volta il tema della mensa scolastica fuori dall’apposita Commissione, convocando i genitori a Palazzo Verbania per un incontro pubblico. Era ottobre dello scorso anno e in quella occasione furono tante le critiche raccolte, e incentrate principalmente sui menù proposti agli alunni e sulla qualità del cibo. «Abbiamo tenuto conto di quelle critiche – aggiunge in conclusione Sonnessa – e per rispondere ad una delle esigenze evidenziate dai genitori, abbiamo introdotto il pasto in bianco per comprovati motivi di salute o religiosi».
Il problema dei pasti freddi, invece, non preoccupa l’amministrazione. I disagi si sono verificati durante la pandemia, quando gli studenti pranzavano nelle aule, e tra un piano e l’altro non era possibile impiegare il carrello termico normalmente usato per portare le pietanze nei plessi scolastici sprovvisti di cucine. Ora non resta che attendere l’assegnazione del nuovo appalto, alla quale seguirà una Commissione in cui mettere a punto tutti i dettagli in vista della ripresa delle lezioni.
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