Luino | 30 Marzo 2023

“Bosco Clima”, le Valli del Verbano guardano al futuro per l’ambiente e la natura

Oggi la presentazione del progetto che prevede un piano di interventi diretti ed indiretti in 26 comuni. Il presidente Castoldi: «Tecnici già al lavoro per le prime azione concrete»

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Questa mattina sono state presentate le strategie di transizione climatica attivate grazie al bando Call for Ideas “Strategia Clima” di Fondazione Cariplo: il focus dell’evento sono state la crisi climatica e le azioni di mitigazione e adattamento, che si stanno mettendo in campo a livello locale per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.

A partecipare e a vincere il bando è stata anche la Comunità Montana Valli del Verbano grazie al progetto “Bosco Clima”, che coinvolge i 26 Comuni appartenenti all’ente, in partenariato con CAST ONG Onlus, Lega Italiana Protezione Uccelli, Parco Regionale Campo dei Fiori, l’Università degli Studi dell’Insubria e Centro Geofisico Prealpino.

A presentarlo nel dettaglio, dopo aver vinto il bando e aver avviato concretamente il lavoro, sono stati Sibiana Oneto, responsabile del Settore Agricoltura e Foreste della Comunità Montana Valli del Verbano, e Federico Pianezza, del Settore Agricoltura e Foreste della Comunità Montana Valli del Verbano.

«Essere ente capofila di questo progetto sottolineare la nostra totale dedizione al il territorio, all’ambiente e alla vita dei cittadini – commenta Simone Castoldi, presidente dell’ente montano -. La delibera votata in modo unanime dei sindaci fa capire quanto questa strategia sia stata accolta con grande interesse ed impegno da parte di tutti. Grande merito va ai nostri tecnici, già al lavoro per le prime azioni concrete e che hanno illustrato al meglio le implicazioni positive di questo progetto. Una condivisione che è solo il primo passo di un piano di intervento dedicato ad ambiente e sicurezza».

«La montagne la si vive o la si subisce – ha spiegato nel servizio video l’assessore all’Ambiente, Gianpietro Ballardin -. Questo progetto lo inseriamo nel contesto di rilanciare il nostro territorio da un punto di vista turistico e “Bosco Clima”, sostenuto dalla Fondazione Cariplo, mira a tutelare il territorio, rendendolo attrattivo per i cittadini e i turisti, cercando di evitare i dissesti idrogeologico, che in questi anni stanno creando enormi problemi».

«Intervenire sul territorio è fondamentale, lenire gli effetti dei cambiamenti climatici e avere i mezzi per mettere in sicurezza le zone montane è un obiettivo che ci prefiggiamo come ente. Maggior resilienza ed investimenti sul nostro patrimonio naturale saranno i nostri imperativi grazie a questo programma che oltremodo ci aiuta nella strategia di sviluppo turistico del territorio», afferma ancora Ballardin.

Oltre Adriano Martinoli, dell’Università dell’Insubria, e Paolo Valisa, responsabile del Centro Geofisico Prealpino, a prendere parola in studio è stata Sibiana Oneto, che ha delineato i punti salienti di “Bosco Clima”, andando a spiegare minuziosamente tutte le peculiarità: «Negli ultimi 50 anni, nella fascia prealpina, le temperature sono cresciute di 2,5°, e questo fenomeno dipende da tanti fattori – racconta la dottoressa Oneto -. Inoltre i fenomeni siccitosi, intervallati da piogge intensi e incendi, come in questi ultimi giorni, hanno denudato il suolo dalla copertura vegetale, non riuscendo più a compiere il suo ruolo fisiologico che purtroppo genera dilavamenti, con colate e detriti che portano ad esondazioni».

Da tre anni a questa parte, infatti, sul territorio delle Valli del Verbano, si sono verificati diciassette incendi, trentacinque frane, diciotto interruzione stradali e ben trentasette allagamenti, che hanno causato disagi e problemi alle comunità residenti, costrette a non poter usufruire di servizi a causa di questi fenomeni.

Il progetto è soprattutto indirizzato ai piccoli Comuni, con meno di duemila abitanti. «Da soli non riescono a portare avanti iniziative concrete per risolvere le criticità, ma con parchi, comunità montane ed altri partner questo è possibile. Così abbiamo delineato la strategia “Bosco Clima” – continua Sibiana Oneto -, questo è il nostro elemento cardine per sviluppare una strategia che vada a rispondere alle crisi e ai cambiamenti climatici e affrontare le sfide future con una visione a lungo termine, riuscendo a diventare capillari attraverso un sistema di monitoraggio che ci aiuterà a affinare gli obiettivo in corso d’opera».

Dello stesso parere anche Federico Pianezza: «L’obiettivo è quello di realizzare una pianificazione forestale attenta, pregna di contenuti necessari al contrasto ai cambiamenti climatici. Vogliamo rendere i boschi adatti ai cambiamenti, ma che sappiano svolgere i loro compiti naturali tra produzione di ossigeno, stoccaggio di carbonio e fitodepurazione delle piante».

«Inoltre dovremo affrontare il problema dei boschi artificiali di conifere, in via di collasso, soprattutto nel nord della provincia, così come dovremo capire come gestire la criticità della moltitudine di proprietari di terreni, una frammentazione di proprietà nei boschi senza eguali. In una zona di 60 ettari, ad esempio, abbiamo contato 220 mappali e ben 600 diversi proprietari da individuare, contattare e riuscire a convincere per effettuare gli interventi. Questa è una criticità che blocca chi può gestire queste aree», chiosa Pianezza.

Il piano prevede:
–  Interventi di riconversione di piantumazioni di conifere nelle zone interessate.
– Il ripristino strutturale e funzionale di boschi interessati da incendi (progetto cofinanziato e in collaborazione con l’ente Parco Campo dei Fiori).
– Le sperimentazioni di una gestione forestale condivisa – ASFO (in collaborazione con il Parco dei Fiori).
– Interventi su fasce tampone tra abitato e bosco e recupero di selve castanili.
– Interventi di laminazione e regimazione sul bacino del Boesio (Intervento cofinanziato).
– La realizzazione di una vasca di laminazione sul torrente Boito a Cittiglio (intervento cofinanziato).
– L’adeguamento della vasca di laminazione già esistente sul Boesio (Cittiglio).
– La messa in sicurezza dei corsi d’acqua sul versante Sud del Campo dei Fiori (intervento cofinanziato e in collaborazione con il Parco dei Fiori).
– Il miglioramento dell’efficacia degli otto impianti anticollisione per la fauna selvatica.
– L’accompagnamento all’istituzione di un PLIS per la Torbiera di Mombello.
– Interventi in favore dell’entomofauna impollinatrice.
– Il recupero dei prati aridi in abbandono (habitat *6210) in Val Buseggia (Cittiglio).
– Un progetto di rete con stazioni di misura e monitoraggio dei dati meteo climatici (in collaborazione con l’Osservatorio Geofisico Prealpino).
– La costituzione di un Centro Studi sui CC e sulla gestione ambientale resiliente e l’organizzazione di uno “Sportello Energia” mobile (in collaborazione con l’Università dell’Insubria).
– Uno studio di fattibilità di comunità energetiche fotovoltaiche.
– Uno studio di fattibilità della filiera biomassa per uso termico.
– Proposte di revisione e integrazione degli strumenti di pianificazione comunale (PGT).

Ad aprire la girandola di interventi, oltre i saluti istituzionali del presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Fosti, che ha posto l’attenzione anche su alcune importanti riflessione sull’ambiente e sul futuro della Terra, è stata Elisa Palazzi, climatologa e docente di Fisica del Clima all’Università degli Studi di Torino, autrice e divulgatrice, che ha parlato di surriscaldamento globale e cambiamento climatico.

Durante il focus sulle Strategie di Transizione Climatica attivate grazie al bando “Call for Ideas – Strategia Clima” di Fondazione Cariplo, infine, sono state presentate anche la Strategia di Transizione Climatica AgriCiclo2030, grazie agli interventi di Simone Paleari, direttore dell’Agenzia Innova21, e Piermario Galli, sindaco di Barlassina. Spazio anche per il progetto ACE3T-CLIMA, grazie all’intervento di Roberta Marchioro, responsabile della Transizione Climatica del Comune di Mantova.

Federico Beffa e Paolo Siccardi, dell’Area Ambiente Fondazione Cariplo, infine, hanno focalizzato la loro presentazione raccontando le caratteristiche e i criteri della nuova edizione del progetto F2C – Fondazione Cariplo per il Clima.

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