«Sono rimasto esterefatto dalle parole del sindaco Bianchi sul Lido di Luino (in risposta a quelle dell’ex primo cittadino Andrea Pellicini, ndr). Negli anni scorsi, con uno sforzo progettuale immane, abbiamo riqualificato il lungolago, ristrutturato l’imbarcadero, riqualificato il Palazzo Verbania e i suoi giardini e iniziato la ristrutturazione del Lido di Luino, finanziando il primo lotto dell’opera».
Esordisce così Dario Sgarbi, ex assessore al Bilancio dell’amministrazione guidata da Andrea Pellicini, dal 2010 al 2020, vicino all’area politica dell’attuale deputato luinese, intervenendo nel dibattito pubblico relativo al futuro di una delle aree più note ed amati da tutti i luinesi, che vedrà l’attuale giunta Bianchi predisporre un nuovo mutuo per realizzare le piscine e gli spogliatoi.
«Alcune opere sono state realizzate in grande parte con fondi esterni (per Palazzo Verbania un milione di euro da Fondazione Cariplo e 750.00 euro da Regione Lombardia; per l’imbarcadero 350.000 euro da Regione Lombardia), altre con fondi comunali», va avanti ancora Sgarbi.
«L’obiettivo è stato sempre quello del recupero del patrimonio immobiliare comunale e la riqualificazione dell’arredo urbano – continua ancora l’ex assessore -. Anche per il Lido valeva questo discorso: non potevano abbandonare una struttura storica, con un passato glorioso. Da qui la ristrutturazione, con grande attenzione da parte della Sovrintendenza».
«Ieri il sindaco Bianchi ha affermato che l’opera non era strategica e che ora il Comune è costretto a finanziare il secondo lotto perché noi abbiamo dato avvio al primo. Con questa filosofia, il Verbania, il lungolago e l’imbarcadero sarebbero stati lasciati marcire. Del resto, le due uniche opere pubbliche fin qui realizzate da questa amministrazione, una panchina rossa e una rosa, non sono costate molto, ma hanno reso l’idea del nuovo stile», conclude Dario Sgarbi.
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