«Finalmente è partito il percorso sull’Autonomia che ci porterà alla possibilità di migliorare il funzionamento del nostro Stato, a valorizzare le tante diversità che esistono nel nostro Paese e a rendere risposte più efficienti ai bisogni dei territori e dei cittadini. Sono dispiaciuto che ci sia stata una contrapposizione con le Regioni del centrosinistra che, con motivazioni risibili, hanno preferito votare contro».
Così Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, ha commentato l’approvazione a maggioranza (tranne quattro Regioni del centrosinistra) del progetto di legge sull’Autonomia differenziata del ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Roberto Calderoli avvenuta ieri, nel corso della Conferenza delle Regioni.
Il governatore lombardo ha ripercorso le tappe della riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 ricordando che «fin dal 2003 un presidente di Regione chiese di poter raggiungere un accordo sul trasferimento di alcune competenze, così come successivamente fecero altri presidenti senza mai ottenere alcuna risposta».
«Poi nel 2017 – ha aggiunto – ci furono i due referendum di Lombardia e Veneto in cui i cittadini delle due Regioni si espressero in modo favorevole alla possibilità di chiedere l’applicazione della Costituzione in campo di Autonomia differenziata. Il compianto presidente Roberto Maroni raggiunse un’intesa per poter dare il via a questo processo. Un percorso che, al di là della parentesi con l’impegno del ministro Erika Stefani, venne disatteso dai successivi Governi di centrosinistra».
«Con l’approvazione del progetto di legge –ha concluso Fontana – si è fatto un importante passo avanti e confidiamo che si possa arrivare presto ad una conclusione positiva».
«Un ulteriore passo avanti positivo nel percorso della riforma – ha commentato da parte sua il ministro Calderoli – Contiamo ora di presentare il testo al prossimo Consiglio dei Ministri, per la definitiva approvazione».
«Dopo aver già accolto le richieste delle Regioni – ha aggiunto –, anche le proposte emendative di Anci e Upi sono state ricevute e verranno portate in pre-Consiglio per una valutazione del loro inserimento nel ddl definitivo. Ulteriori proposte potranno essere presentate come proposte emendative, durante l’esame del Parlamento. Per il resto anche nelle sedute odierne i lavori si sono svolti sempre con pragmatismo e volontà di cooperare. I quattro principi di rapidità, semplicità, efficienza ed efficacia prefissati fin dalla prima riunione continuano ad essere rispettati da tutti. Un elemento incoraggiante e che soprattutto garantisce alle Conferenze di proseguire nei lavori», ha concluso il ministro.
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