Il Lido di Luino è uno tra i luoghi più cari a tutti i cittadini del territorio, legati da ricordi indimenticabili dell’adolescenza, tante serate trascorse a ballare e tanti pomeriggi a cercare refrigerio grazie alle due piscine a pochi metri dalla riva del lago.
Da oltre dieci anni, ormai, la struttura è chiusa e l’amministrazione comunale, prima con l’ex sindaco Andrea Pellicini e dopo con l’attuale primo cittadino, Enrico Bianchi, ha messo in campo risorse per farlo rinascere. Ad oggi, però, nonostante i lavori per sistemare l’edificio e il bando assegnato ad una società torinese, non vi sono novità riguardanti la riapertura e l’indirizzo che dovrebbe prendere uno tra i più famosi locali del Verbano.
Per questa ragione, dopo uno scambio di interventi in consiglio comunale, avvenuti lo scorso settembre tra il capogruppo di minoranza Furio Artoni e il sindaco Enrico Bianchi, oggi a presentare un’interrogazione sulla situazione del Lido è Andrea Pellicini, consigliere comunale di “Sogno di Frontiera” e deputato a Montecitorio.
«Nel corso della precedente amministrazione sono partiti i lavori di riqualificazione del Lido di Luino, luogo iconico della Città, amatissimo dai luinesi e non solo – spiega nell’interrogazione Pellicini – . Il primo lotto, con un investimento di circa 1.100.000 euro, risulta da tempo quasi terminato, ma, ormai da molti mesi, sono fermi i lavori di completamento della struttura. Davvero non se ne comprende il motivo».
«A Luino i ragazzi non hanno un luogo in cui poter andare a divertirsi e, per andare a ballare, sono costretti a percorrere lunghe distanze in macchina, con tutti i rischi che ne conseguono – continua ancora Pellicini -. Tra l’altro, nulla si è più saputo con riguardo al secondo lotto, quello delle piscine. Cosa sta facendo la società privata che ha partecipato al bando, aggiudicandosi il progetto? Non se ne hanno da tempo notizie e vi è molta preoccupazione a riguardo».
«Noi avevamo proposto un intervento diretto del Comune per riqualificare le piscine, ma l’amministrazione ha voluto perseguire un’altra strada. Tutto legittimo, ma i risultati sono quelli che contano – spiega ulteriormente l’ex sindaco -. A questo punto, con la presente interrogazione, chiedo in quali tempi si intende ultimare la ristrutturazione del fabbricato principale e fare partire l’attività commerciale di intrattenimento e di ristorazione? In quali tempi, la società che ha vinto il bando ha l’obbligo di ristrutturare le piscine e di riaprirle al pubblico? Ciò premesso, riusciremo a vedere aperta la struttura per la fine del mandato amministrativo fissata nella primavera del 2025, quindi tra due anni?».
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