«In sede di conversione del decreto legge sull’ergastolo ostativo abbiamo votato in modo convinto l’ordine del giorno che impegna il Governo a rivedere le attuali norme sulla prescrizione del reato. Ciò nella convinzione che il principio del “fine processo mai”, introdotto con la riforma Bonafede, sia aberrante perché gravemente lesivo della dignità delle persone».
Lo afferma il deputato luinese ed ex sindaco Andrea Pellicini, componente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.
«Il processo, secondo l’articolo 111 della nostra Costituzione, deve avere una ragionevole durata affinché non diventi un calvario per gli imputati e una sofferenza immane anche per le persone offese dal reato. Tra l’altro – continua l’avvocato – sono molti i processi che terminano con sentenze di assoluzione. Ma un lungo processo è già una pena durissima, capace di distruggere la vita di una persona».
«Credo dunque – conclude Pellicini – che i reati debbano essere perseguiti senza sconti ma che, al contempo, vada combattuta la feroce cultura giustizialista, estranea allo Stato di diritto. Il Ministro della Giustizia Nordio rappresenta una garanzia in tal senso».
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