(Foto di Sandro Morandi & Candido Quatrale) Dopo due anni di sospensione, a causa del Covid e delle restrizioni in vigore, è tornato ieri l’evento tanto atteso da tutta da Germignaga e dai cittadini del territorio: “Se brûsa ûl vécc”. Centinaia le persone che non sono volute mancare per questa splendida che dura ormai da decenni, grazie all’ideatore Renzo Fazio e tanti altri volontari.
Non solo giovani e adulti, ma anche famiglie e bambini che, prima del fatidico “Cenone di Capodanno”, hanno trascorso qualche ora in riva al torrente San Giovanni, che ogni anno ospita il fantoccio di carta che viene dato alle fiamme, rappresentando appunto il vecchio anno.
«Ieri sera successone, c’era una marea di gente. Tutto è andato benissimo: a mezzogiorno polenta, salsiccia e zola andata a ruba, nel pomeriggio, tortelli, cioccolata calda e vin brulè con musica, dalle ore 16:30 la gente è iniziata ad arrivare in massa e quando alle 17.30 la banda ha iniziato a suonare, su entrambi i lati della “Fiùmm” c’erano centinaia di persone che hanno poi assistito al rogo del Vecc iniziato come da tradizione ai rintocchi delle ore 18.00. È bruciato lentamente, buon segno per un felice 2023», commenta il sindaco Marco Fazio.
Un evento reso possibile grazie alla collaborazione tra la Pro Loco, l’amministrazione comunale, la Protezione Civile e il Bar Damin, che ogni anno organizzano alla perfezione questa celebrazione diventata ormai un rituale tradizionale per tutto il territorio.
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