Dopo svariate richieste di modifiche, ben quarantaquattro rilievi della Ragioneria generale dello Stato ed il rinvio dell’approvazione del Senato, in seguito alle proteste delle opposizioni, unite per ottenere maggior tempo per la discussione generale, quest’oggi la manovra di bilancio è diventata legge.
Anche la valutazione finale del Senato ha dato esito positivo con 107 sì, 69 contrari e un astenuto al momento della votazione per la fiducia al Governo sulla manovra 2023, che è così stata approvata definitivamente.
Il commento di Giorgetti e Meloni
Una manovra “politica”, quella del nuovo Governo, che è stata redatta ed approvata in tempi strettissimi per ottemperare alla necessità di ratificarla entro il 31 dicembre, per non incorrere nell’esercizio provvisorio.
«Sono soddisfatto di questa prima manovra economica – ha dichiarato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in una nota -. La considero una missione compiuta. Scritta in tempi record e in una situazione di contesto eccezionale non positivo, il bilancio che abbiamo presentato rispetta gli impegni presi con gli elettori e ha maturato prima la fiducia dei mercati e delle istituzioni europee e ora ancora più importante, quella del Parlamento. Prudenza, coerenza e responsabilità costruiscono fiducia. Avanti così».
«Ringrazio tutte le persone che mi hanno supportato in questo breve e intenso percorso – ha aggiunto il ministro -: credo che gli effetti di questa manovra si vedranno nel tempo. È un testo coraggioso con uno sguardo al futuro e alla costruzione di un nuovo assetto sociale che privilegia e tutela i figli e le nuove generazioni senza trascurare la stabilità dei conti pubblici».
La velocità di approvazione della manovra è l’aspetto sottolineato anche dal presidente, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di fine anno di quest’oggi. «Abbiamo approvato una legge di bilancio che comunque non era facile. […] Abbiamo fatto la scelta di una manovra politica, scritta in tempi molto rapidi. Manovra politica all’interno della quale noi, pur riuscendo a investire la gran parte delle risorse sulla priorità che avevamo, che era quella del caro bollette, dell’energia, siamo riusciti a mantenere, o a iniziare a mantenere gli impegni che avevamo preso».
Maggioranza ed opposizione
Numerosi gli interventi in aula questa mattina, tra una maggioranza che ha tenacemente difeso la legge, sia durante il dibattito generale che le dichiarazioni di voto finale, e una minoranza che ha mantenuto fortemente la propria posizione.
«Ci sono molti modi per descrivere questa legge di bilancio – ha dichiarato Licia Ronzulli, capogruppo dei senatori di Forza Italia -: responsabile, seria, coerente, virtuosa, ma la definizione migliore è attenta: alle famiglie, ai giovani, agli anziani, ai più fragili, alle imprese, ai conti dello Stato. Non è stato facile raggiungere questi obiettivi. Molti pensavano all’esercizio provvisorio», che sarebbe scattato in caso di mancata approvazione entro fine anno e che «non sarebbe stato un danno al governo, ma all’Italia».
Duro, invece, il commento del Movimento Cinque Stelle sulla manovra. «Un “pannicello” caldo che ci porta appena, appena ad aprile» ha detto Alessandra Maiorino, per poi proseguire: «Furore ideologico e fuffa è quello che contraddistingue questa “manovrina”. Avete smantellato le uniche misure che avevano creato lavoro e dato dignità alle persone. Smantellate il reddito di cittadinanza, dal 2024, per tutti, ma non dite che cosa verrà dopo».
Una manovra che «colpisce i più deboli senza vergogna, deride i disoccupati, punisce lavoratori e pensionati e premia gli evasori», secondo il senatore Tino Magni, e che «ammazza l’Italia, non incentiva l’economia verde, non pianifica il futuro responsabile. È un inno all’evasione e all’era fossile invece che delle rinnovabili e della transizione ecologica».
Le misure della manovra
Nonostante un iter parlamentare complesso, in seguito al via libera da parte del Senato, la manovra di bilancio è legge e stanzia circa 35 miliardi di euro, di cui più di 20 sono desinati a caro bollette ed energia. Di seguito, le principali misure contenute nella legge.
Casa
Sarà possibile rinegoziare i mutui a tasso variabile per passare al tasso fisso, ma solo se fino a 200 mila euro in origine, con Isee fino a 35 mila euro ed in assenza di ritardi nei pagamenti. È prevista una detrazione del 50% dell’Iva sull’acquisto di case in classe A e B e proroga del bonus sulla prima casa per gli under 36.
Rimane il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici green e sale a 8 mila euro l’importo massimo di spesa su cui è possibile calcolare la detrazione. Il Superbonus scende al 90% e resta al 110% solo per i condomini che hanno presentato la Cila entro il 31 dicembre 2022 e con delibera dell’assemblea entro il 18 novembre 2022 e per gli interventi non condominiali per cui la Cila risulta presentata al 25 novembre 2022.
Caro energia
Viene mantenuto l’azzeramento degli oneri di sistema per il primo trimestre del 2023 e rafforzato il bonus sociale – alzando il limite Isee a 15 mila euro – per le bollette di luce e gas per chi si trova in difficoltà.
Per le imprese energivore e gasivore i crediti di imposta salgono dal 40 al 45% e dal 30 al 35% per gli esercizi commerciali. Per quanto riguarda gli extraprofitti, l’aliquota è fissata al 50% per le società i cui ricavi derivano dall’energia per almeno il 75%. Scende, inoltre, dal 22 al 5% l’Iva sui consumi dei servizi di teleriscaldamento nel primo trimestre 2023 e dal 22 al 10% quella del pellet per tutto il corso del prossimo anno.
Famiglia
L’assegno unico è più alto per il primo figlio entro un anno di età e per chi ha almeno tre figli con età fino a tre anni. Per chi ha quattro o più figli la maggiorazione sale a 150 euro. Il congedo parentale sale dal 30 all’80% per un mese aggiuntivo fino al sesto anno di età e anche per i papà. Come conseguenza delle manovre anti-inflazionistiche, l’Iva sui prodotti per l’infanzia scende al 5% e anche quella per gli assorbenti femminili non compostabili.
Fisco
Da gennaio il tetto al contante sale da 2 a 5 mila euro, mentre rimangono valide le sanzioni in caso di rifiuto dei pagamenti elettronici, per cui si studiano forme di ristoro per gli esercenti. Per professionisti e partite Iva sale da 65 a 85 mila euro il tetto massimo dei ricavi annui per accedere e permanere nel regime forfettario con tassazione al 15% (“Flat tax“). Prevista anche una flat tax incrementale del 15% fino a 100 mila euro.
Sono dodici le sanatorie mirate alla “tregua fiscale”. Da fine marzo scatta l’annullamento delle cartelle fino a mille euro e fino al 2015; sulle multe vengono annullati solo gli interessi, ma a discrezione dei Comuni, che possono scegliere se aderire o meno. In ambito sportivo, i versamenti sospesi causa Covid, possono essere rateizzati con una maggiorazione del 3%.
Lavoro
Confermato anche l’esonero contributivo totale fino a 8 mila euro per chi assume a tempo indeterminato donne svantaggiate, giovani e percettori del reddito di cittadinanza. Taglio del cuneo fiscale di due punti percentuali per i redditi fino a 35 mila euro e di tre punti percentuali per quelli fino a 25 mila.
Nel 2023, per coloro che risultano “occupabili” il Reddito di cittadinanza spetta per un massimo di sette mensilità e si perde il sussidio al rifiuto della prima offerta lavorativa, anche se non ritenuta “congrua”. Per i giovani tra i 18 e i 29 anni l’erogazione del sussidio è vincolata al completamento della scuola dell’obbligo. Il Reddito rimane solo per coloro che sono impossibilitati a lavorare.
Lo smartworking è prorogato fino al 31 marzo 2023 per i lavoratori “fragili”, sia nel pubblico che nel privato, ad esclusione dei genitori con figli sotto i 14 anni. Ritornano i “voucher“ per le prestazioni di lavoro occasionale con un tetto massimo che sale a 10 mila euro, da utilizzare nell’agricoltura e per discoteche e nightclub.
Pensioni
Per “Opzione donna” l’anticipo sale a 60 anni, con possibilità di riduzione di un anno per ciascun figlio fino ad un massimo di due e solo nel caso in cui si tratti di caregiver, invalide almeno al 74%, o licenziate o dipendenti di aziende in crisi.
L’opportunità previdenziale di “Quota 103” prevede la possibilità, nel 2023, di andare in pensione a 62 anni con 41 anni di contributi. È prevista anche una rivalutazione automatica degli assegni dall’80 all’85% per quelli tra le quattro e le cinque volte il minimo e una riduzione per gli scaglioni più alti. Il prossimo anno, inoltre, le pensioni minime aumentano a 600 euro per gli over 75.
Reddito alimentare
Parte, nel 2023, il progetto pilota del “Reddito alimentare” a sostegno di chi è in povertà assoluta. Con la manovra vengono stanziati fondi per 1,5 milioni di euro per il prossimo anno, che diventeranno 2 milioni nel 2024, per la distribuzione di pacchi alimentari di prodotti invenduti.
Sanità
Nella manovra è previsto anche un aumento di circa 200 milioni di euro delle risorse stanziate per la sanità nazionale, che sono destinate e suddivise tra le Regioni “virtuose”. Il bonus psicologico è stabilizzato fino a 1.500 euro.
Scuola
La “18App” viene sostituita da due diverse carte, cumulabili, che assegnano 500 euro ai neo diciottenni per il loro consumo culturale, una “Carta della cultura Giovani”, basata sul reddito (Isee fino a 35 mila euro) e una “Carta del merito”, basata sulla votazione (diplomati con il massimo dei voti alle scuole superiori). Inoltre, le borse di studio universitarie percepite da studenti portatori di disabilità non rientrano nel calcolo reddituale per la percezione dell’assegno mensile di assistenza, o invalidità.
Turismo
I Comuni a “forte vocazione turistica” hanno la possibilità di alzare la tassa di soggiorno fino a 10 euro. Stanziate risorse anche per le attività di risalita, i piccoli Comuni, il turismo sostenibile e i cammini religiosi.
Violenza sulle donne
Aumentano anche le risorse per le politiche in termini di diritti e pari opportunità: più 4 milioni di euro per il 2023 e più 6 milioni per il 2024.
Per conoscere tutte le misure della manovra e i dettagli, è possibile consultare il disegno di legge.
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