Continua a tenere banco, sul territorio elvetico, il problema legato al lupo, con avvistamenti lungo le montagne dopo anni di assenza. Diversi gli enti e le autorità che si sono mossi per monitorare gli spostamenti sul territorio. La loro presenza ha innescato anche proteste e richieste di abbattimento da parte degli agricoltori, per salvaguardare i loro interessi e le loro esigenze.
E così, negli scorsi giorni, la Confederazione aveva inviato una richiesta di catalogare il lupo non più come specie “rigorosamente protetta” ma solo “protetta”, proposta che è stata respinta dalla Convenzione di Berna riunitasi a Strasburgo, con con soli sei voti favorevoli su trenta.
Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) voleva declassare lo stato del predatore per garantire agli Stati membri un maggiore margine di manovra in caso di attacchi al bestiame.
La Svizzera aveva già presentato una simile richiesta e, da allora, la Convenzione ha valutato attentamente la questione. Per la gioia delle organizzazioni ambientaliste quali Pro Natura, WWF Svizzera, BirdLife Svizzera e il Gruppo Lupo Svizzero (GLS), i dati analizzati a Strasburgo hanno mostrato che lo stato attuale non necessita di alcun cambiamento.
La Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei biotopi in Europa, nota come Convenzione di Berna, è stata sottoscritta nella capitale elvetica nel 1979 e riunisce, oltre alla Svizzera, una quarantina di paesi.
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