Canton Ticino | 1 Settembre 2022

Ticino, lupi e predazioni: gli agricoltori scendono in piazza

Le associazioni di categoria chiedono abbattimenti e meno ostacoli burocratici per affrontare una situazione "drammatica e fuori controllo". Il Consiglio di Stato scrive a Berna

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Sale la protesta di agricoltori e allevatori ticinesi per i danni causati oltre confine dal lupo. Decine di predazioni, numeri raddoppiati durante l’estate: un quadro che viene descritto come “drammatico e fuori controllo” dalle associazioni di categoria, e che nelle ultime ore ha spinto il Consiglio di Stato a prendere contatti con Berna per affrontare la criticità a livello istituzionale. 

Imprenditori, agricoltori e allevatori chiedono in sostanza il ricorso urgente agli abbattimenti, semplificando le procedure burocratiche. La politica regionale ha raccolto l’appello, a poche ore di distanza da una manifestazione che si è tenuta mercoledì a Bellinzona – come riporta la stampa locale – e che ha portato in piazza diversi rappresentanti del mondo agricolo, bisognosi di far sentire la propria voce per tutelare i cosiddetti “animali da reddito“, in particolare ovini e caprini.

Risale invece ad inizio mese una lettera firmata dall’associazione per la protezione del territorio dai grandi predatori, inoltrata al consigliere federale Simonetta Sommaruga: «Mai come in questa stagione vi sono stati tanti avvistamenti e predazioni da lupi in Svizzera», e poi «cinque Cantoni – Grigioni, Uri, Vallese, Vaud e Glarona – hanno decretato in questi ultimi giorni degli abbattimenti. Alcuni di questi prelievi sono già avvenuti. In Canton Ticino, nonostante decine e decine di predazioni, nessun abbattimento decretato. Una situazione che fa imbestialire allevatori, alpigiani e le popolazioni delle regioni di montagna». 

Nelle stesse regioni, stando al quadro descritto dagli autori della lettera, la tenuta delle aziende agricole sarebbe attualmente a rischio e il forte indebolimento del settore potrebbe anche condurre all’abbandono degli alpeggi. 

Un totale di 150 lupi presenti sul territorio svizzero, con aumento annuo del 30%. Questi i dati emersi da un report illustrato davanti al consiglio nazionale lo scorso marzo. «Sicuramente oggi sono molti di più, considerate le cucciolate intervenute», faceva presente ancora l’associazione, tramite la lettera di inizio mese, prima di focalizzare l’attenzione su un’ulteriore criticità, quella della migrazione transfrontaliera dei lupi: «Oltre 900 lupi sono alle frontiere dell’arco alpino dalla Slovenia alla Francia». 

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