Valcuvia | 28 Novembre 2022

Colletta Alimentare 2022, anche i giovani della Valcuvia tra i volontari: «Insieme per un mondo più attento»

Tanti ragazzi della Comunità Pastorale “Gesù Misericordioso” (delle parrocchie di Bedero, Rancio, Masciago, Ferrera e Cassano) hanno svolto, sabato scorso, il loro servizio. Ecco com’è andata

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(a cura di Cesi Colli) Nei supermercati delle Valli Varesine, in occasione della giornata della “Colletta Alimentare”, c’erano anche i ragazzi dell’oratorio della Comunità Pastorale “Gesù Misericordioso”, che comprende le parrocchie di Bedero, Rancio, Masciago, Ferrera e Cassano.

Un vero e proprio piccolo “esercito” di volontari, che hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, pronti a mettere a disposizione il loro tempo per aiutare i più bisognosi. Erano presenti anche i bambini del catechismo, che hanno dedicato alla raccolta un paio di orette, ma soprattutto i più grandi, che hanno donato perfino l’intera giornata.

Promotore dell’iniziativa è stato Francesco, un diciottenne di Masciago Primo: sono anni che partecipa alla “Colletta Alimentare” del Banco Alimentare e, vista l’esperienza accumulata e sicuro che il suo è un gesto che costa poco ma vale molto, quest’anno è diventato il responsabile della raccolta in due grossi supermercati a Mesenzana. È stato lui ad avere l’idea di coinvolgere gli amici dell’oratorio.

La proposta è subito piaciuta a don Valerio Livio, responsabile della Pastorale giovanile, che, orgoglioso dei suoi ragazzi, ha subito visto l’opportunità di sensibilizzare non solo loro, ma anche tutta la comunità sul tema della povertà e della mancanza di cibo.

Per preparare al meglio la raccolta e per essere più coscienti del valore di condivisione e solidarietà, i ragazzi hanno partecipato agli incontri preliminari col loro “don”, in cui ha spiegato la finalità e le modalità della Colletta Alimentare.

È questa una giornata in cui alcune persone volontarie si mettono a disposizione del Banco Alimentare, una fondazione che da anni raccoglie prodotti non deperibili, che vengono poi donati ai poveri. In Italia è un tradizionale appuntamento per molte persone: volontari, donatori e tanti cittadini sono toccati da questo semplice e concreto gesto di altruismo. Il Banco Alimentare si affida alla generosità delle persone e spera che comprino anche solo un chilo di pasta in più da dare in beneficenza.

Sfidando una giornata fredda, ma illuminata dal sole, i ragazzi dell’oratorio hanno svolto il loro volontariato con la spontaneità e l’immediatezza che li contraddistingue. Nella certezza di essere al servizio degli ultimi, accoglievano con un gran sorriso le offerte alimentari, mentre si chiedevano perché talvolta qualcuno non li degnava nemmeno di uno sguardo. Nessuno di loro, però, si abbatteva e continuava senza mollare. Tra sentimenti di entusiasmo, gratitudine, stupore per la quantità di cibo raccolto, molti, finito il loro turno, chiedevano di poter restare ancora, ma altri compagni aspettavano il cambio e quindi a malincuore lasciavano il posto. Prima di salutare, però, si sono prenotati già per la colletta dell’anno prossimo.

Troppe volte siamo tentati di giudicare i nostri ragazzi insensibili e menefreghisti, privi di valori, ma in realtà sono capaci di giocarsi sino in fondo e sono pronti a donare e a donarsi, se viene data loro l’occasione. E allora sanno tirare fuori il meglio di sé e sanno raccontare che il dono del proprio tempo a chi ha bisogno è una cosa bella.

«So che non sarò io a salvare il mondo – mi ha detto una giovane ragazza – ma in un momento così difficile come il nostro, in cui le persone si guardano male e spesso si sentono nemiche o si chiudono nel loro egoismo, credo sia necessario mettersi insieme e collaborare per un mondo più attento ai bisogni delle persone».

Non sempre è facile trovare uno spiraglio di luce e bellezza in tempi difficili come questi che stiamo vivendo, ma anche in situazioni sfavorevoli economicamente si può sempre fare qualcosa per il prossimo: fortunatamente la bontà e la solidarietà non conoscono confini come hanno ben dimostrato sia i giovani del nostro oratorio che le persone che generosamente hanno offerto.

Hanno lavorato sodo i nostri ragazzi, raccogliendo e smistando i prodotti negli scatoloni, ma per loro è stato anche divertente perché è stata un’occasione in più per stare con i propri amici: mentre raccoglievano i generi alimentari, infatti, c’era anche il modo di scherzare e ridere un po’, senza dimenticare, però, che si era lì a fare del bene per una giusta causa.

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