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Luino | 30 Marzo 2020

Coronavirus: storie di cibo recuperato e donato, l’esperienza della Comunità Operosa Alto Verbano

In questi momenti di emergenza aumentano le famiglie che, in difficoltà, non possono acquistare il cibo. Si accelerano i progetti sullo spreco alimentare

Tempo medio di lettura: 4 minuti

I semi di questa esperienza sono stati piantati quasi un anno fa da Caritas che, da sola, grazie alla collaborazione con Fondazione Banco Alimentare e con il supermercato LIDL di Luino, alla luce di quanto previsto dalla Legge 166/16 (detta “legge Gadda”), recupera regolarmente il fresco, ovvero frutta, verdura, pane e altro, che altrimenti sarebbero scartati dal supermercato.

Piano piano, ogni settimana, in silenzio, le persone bisognose, oltre al pacco dei prodotti confezionati, ricevono anche preziose e salutari vitamine e tanti colori. I semi sono cresciuti ed hanno generato una bellissima pianta! Ma le persone bisognose sono tante, anche nel nostro piccolo territorio, così come tanti sono gli scarti quotidiani dei supermercati: ci vorrebbe una piantagione.

Ma ecco che nella primavera 2019 nasce la Comunità Operosa Alto Verbano (COPAV), composta da ventitré associazioni ed organizzazioni locali che, dandosi una visione comune, sulla base di condivisi riferimenti valoriali, lavorano insieme per interpretare ed affrontare questioni sociali, culturali ed ambientali e costruire nuovi modelli di convivenza basati su giustizia, solidarietà e condivisione.

Le realtà “fondatrici” della COPAV organizzano riunioni piene di energia, da cui nascono una Carta ed un Regolamento condiviso ed un gruppo Whatsapp. Ma non un gruppo fastidioso, di quelli che tendi a silenziare o abbandonare; si tratta di un gruppo che condivide e propone idee, azioni ed iniziative, che trasmette entusiasmo ed ottimismo, nello spirito proprio della COPAV.

Ed ecco che in estate, anche con l’aiuto di un facilitatore esterno, la COPAV individua tre aree di intervento, cioè tre ambiti di rilevanza sociale ed ambientale, nei quali la Comunità intende impegnarsi: Rigenerazione territoriale, Cittadinanza Globale e Stili di vita sostenibili.

Per ogni ambito nasce un Laboratorio d’Area, ovvero un gruppo di lavoro che, tramite tecniche di co-progettazione e condivisione, porta avanti i progetti della Comunità relativi all’Area di competenza.

Il Laboratorio “Stili di vita sostenibili” vuole, in buona sostanza, ridurre l’impronta ambientale del territorio dell’Alto Verbano. Molte sono le attività già portate avanti dalle diverse associazioni del territorio che si incontrano e si riconoscono in questo Laboratorio per ridurre le emissioni di anidride carbonica: mobilità sostenibile, riuso e riciclo, sensibilizzazione, solidarietà alimentare e lotta allo spreco di cibo.

Sì, lotta allo spreco di cibo, perché di cibo se ne butta via tanto, troppo: ben un terzo degli alimenti prodotti sul pianeta viene sprecato senza neanche arrivare a tavola (1,3 miliardi di tonnellate all’anno); eppure, paradossalmente, la fame è in aumento e riguarda più di 800 milioni di persone, circa una su 9! L’accesso al cibo non è un problema soltanto dei paesi in via di sviluppo: in Italia, nel 2018, ben 2,7 milioni di persone hanno dovuto chiedere aiuto per mangiare e, tristemente, mezzo milione di queste persone sono bambini di età inferiore ai 15 anni.

A inizio novembre 2019, mentre il Laboratorio “Stili di vita sostenibili” è impegnato ad analizzare i comportamenti virtuosi già presenti sul territorio e a cercare sinergie tra le realtà già impegnate in progetti di riuso, riciclo e solidarietà alimentare, arriva un messaggio nel gruppo Whatsapp di cui sopra e da questo messaggio parte un piccolo, grande passo in avanti.

Il messaggio recita così “Ciao, ho ricevuto la proposta per ritirare il cibo, Legge Gadda, alla LIDL, il sabato e domenica… per i prodotti in scadenza (panetteria,  frutta, verdura, ..). Non c’è nessuno interessato?”. Da queste poche parole trapela lo spirito stesso della COPAV: collaborazione e sinergia, pensare e fare insieme per andare oltre le logiche “dell’orticello” che spesso limitano i progetti e le attività delle associazioni.

Quale territorio più fertile per questa iniziativa? I lettori sono attenti, subito si manifesta interesse e nel giro di una settimana si organizza un incontro del Laboratorio. Nessuna incertezza sulla grande validità della proposta ma tanti i dubbi: ci saranno abbastanza volontari? Riusciremo a trasportare il cibo? Sarà troppo? Sarà troppo poco? Vivendole insieme, paure e incertezze si ridimensionano, mentre le buone intenzioni, condivise, danno forza all’individuo: ecco quindi che si decide di accettare la sfida.

Dopo aver effettuato l’iter amministrativo necessario, sabato 6 dicembre un paio di volontari si trovano davanti alla LIDL ed aspettano, al freddo ma con allegria. Il portone si apre e la merce, anzi, ciò che per il supermercato è ormai uno scarto, viene caricato sul camioncino fino a riempirlo. Molte casse piene di banane, confezioni di frutti di bosco, mele, pere e ancora: cavolfiori, patate, carote, insalata, pomodorini e due vassoi di brioches e krapfen.

Basta cambiare contesto per cambiare l’aspetto stesso del cibo che da scarto ritorna ad essere un bene: arrivati alla sede della Chiesa Metodista di Luino, che organizza ed ospita la distribuzione del sabato, il cibo viene vagliato e sistemato dalle mani attente di diversi volontari, raggruppato per tipologia e per colore, cercando di creare spazio tra i tavoli e le sedie: il cibo è tantissimo. Dopo poco, ecco che arrivano le persone, le stesse che regolarmente ricevono pacchi di cibi confezionati dalla chiesa, tramite il circuito del Banco Alimentare. A fine giornata rimangono solo alcune banane!

E così via, ogni sabato si ripete la stessa festa: a volte lo scarto che torna ad aver la dignità di cibo sano e buono è tanto e variegato, altre volte c’è meno offerta ma, poiché si tratta di cibo recuperato dalla pattumiera, per la COPAV è sempre un successo!

Attorno a questa attività di recupero e distribuzione si attiva presto una rete eterogenea di volontari provenienti da diverse associazioni locali o semplicemente cittadini interessati ad impegnarsi attivamente nella lotta allo spreco di cibo; inoltre, durante le vacanze di Natale, arrivano a dare una mano tanti giovani della COPAV, impegnati nella lotta contro i cambiamenti climatici, e la Chiesa Metodista si riempie ancora di più di voci, risate ed energia!

Visto il fantastico risultato, la riunione di fine gennaio del Laboratorio “Stili di vita sostenibili” si concentra su come espandere il modello virtuoso ad altre realtà della zona: altri supermercati, altre associazioni, altre famiglie bisognose. Pensa che sia necessario sensibilizzare tanto la popolazione quanto la grande distribuzione per passare al più presto da una logica dello spreco ad una logica diffusa della consapevolezza. I dubbi sono ancora gli stessi: ci saranno abbastanza volontari? Riusciremo a trasportare il cibo? Sarà troppo? Sarà troppo poco? E soprattutto: riusciremo ad avere un reale impatto sul nostro territorio? Ora che conoscete un po’ di più la COPAV, potete immaginare le risposte!

L’intenzione è quindi quella di andare avanti: da un seme nasce un fiore, da un fiore nasce un frutto che sta realizzando i nostri sogni.

Ma ora tutto è cambiato: l’emergenza Coronavirus ha stravolto ogni piano ed ogni nostra abitudine. Oggi, risulta ancora più urgente evitare qualunque spreco di cibo ed aiutare persone e famiglie che sono in difficoltà economiche e non riescono a comprarsi da mangiare. Chiediamo quindi, con forza, alla grande distribuzione di condividere il nostro progetto. Se non ora, quando?

Maggiori dettagli seguiranno: nel frattempo, se il tema vi interessa e volete dare una mano o seguire l’esempio positivo della LIDL, basta un click per contattare la COPAV, visitando la Pagina Facebook o scrivendo all’indirizzo comunitaoperosa@gmail.com.

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