Italia | 21 Novembre 2022

Caro-bollette, reddito di cittadinanza e pensioni: il Governo lavora a una manovra da 32 miliardi

Questa sera convocato il CdM che discuterà le misure fiscali. Allo studio anche azioni di sostegno alle famiglie e flat tax per autonomi e p. iva. Ancora in discussione l’IVA su pane, pasta e latte

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È in programma alle 20.30 di oggi, lunedì 21 novembre, il Consiglio dei ministri chiamato a varare la prima manovra del governo Meloni.

E oltre al disegno di legge di Bilancio potrebbe arrivare in Cdm anche un decreto fiscale collegato: secondo quanto si apprende, dunque, nelle ultime ore sarebbe prevalso l’orientamento di replicare lo schema classico della Manovra, con le misure fiscali – che portano anche copertura alla legge di bilancio – contenute in un decreto ad hoc.

Una legge di bilancio che va verso i 32 miliardi, di cui i due terzi (21 miliardi in deficit) destinati tutti all’emergenza energia. Sulle altre misure pende la scure delle coperture finanziarie, da trovare nello stesso settore di intervento. Un incastro non facile, cui si aggiungono i tempi strettissimi.

«Ogni misura che si inserisce deve avere copertura del Mef. La situazione è molto complicata», ammette il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari, che però esclude tensioni e fibrillazioni nella maggioranza.

Allo studio c’è un “mix di aiuti” contro il caro-bollette per coprire i primi tre mesi del 2023. Dovrebbero essere confermati lo sconto benzina, il bonus sociale e i crediti di imposta, che però si vogliono portare dal 30 al 35% per le piccole attività commerciali. Possibile anche che salga dal 40 al 45% quello per le imprese. Allo studio anche un fondo unico di supporto al fabbisogno energetico, da gestire con aiuti selettivi.

Per evitare il ritorno della legge Fornero, la soluzione “ponte” individuata per il 2023, a livello di pensioni, è una quota 41 con il paletto di 62 anni: «Ci prendiamo un anno per pensare ad una vera riforma – spiega il sottosegretario leghista Durigon – insieme alle parti sociali».

Quello dell’azzeramento o taglio dell’Iva su pane, pasta e latte è un tema ancora oggetto di valutazione. Dovrebbe invece esserci una diminuzione dell’Iva sui prodotti della prima infanzia, secondo quanto affermato da Fazzolari.

Sul reddito di cittadinanza si cambia, anche se la discussione è ancora in corso: l’ipotesi è di toglierlo agli occupabili (con una fase transitoria che potrebbe essere anche di un anno e non più di sei mesi), mentre sarebbe in corso in queste ore un ragionamento anche sulla possibile riduzione dell’assegno. L’aiuto resterà per i poveri e si valuta anche una lotta ai “furbetti”.

Per quanto riguarda il cuneo fiscale, si va verso una replica del taglio di 2 punti per i redditi fino a 35mila euro (che costa 3,5 miliardi), mentre il taglio sarà incrementato di un altro punto, fino a 3 punti, per le fasce più fragili, quelle con un reddito inferiore a 20mila euro. Il tutto dovrebbe andare tutto a sostegno dei lavoratori.

Sulla flat tax resta al momento confermato l’aumento della soglia (da 65 a 85mila euro) per autonomi e partite Iva, mentre per i dipendenti si studia la riduzione della tassazione sui premi di produttività.

Per quanto concerne invece il sostegno alle famiglie, si prevede l’incremento dell’assegno unico familiare – con la proposta di raddoppiare da 100 a 200 euro la maggiorazione per i nuclei con 4 o più figli e di garantire 100 euro in più per i figli gemelli – e un intervento sui congedi famigliari. Si cercano anche fondi per poter rendere strutturale il finanziamento dei centri estivi.

Possibile inoltre il rifinanziamento del bonus tv, con i due contributi già esistenti (per tv e decoder), con ulteriori risorse per 100 milioni. Allo studio anche altre misure per le imprese, dal rifinanziamento della “nuova Sabatini” all’ipotesi di un fondo per la tutela del made in Italy.

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