Brenta | 7 Novembre 2022

Il “metodo Brenta”, sport e responsabilità per prevenire il disagio dei giovani

Bambini e ragazzi uniti grazie al calcio, un ruolo organizzativo per i più grandi e dietro il coordinamento di un gruppo di mamme. Focus su un modello già proposto ai sindaci della valle

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Non è un caso che alcuni dei più recenti atti vandalici avvenuti in Valcuvia abbiano interessato luoghi pubblici che hanno a che fare con la quotidianità dei giovani: parchi, oratori, centri sportivi. Per loro sono luoghi di aggregazione, o comunque di transito, come le stazioni.

Sono i luoghi “giusti”, ma è sbagliato l’approccio. Quello corretto lo ha accennato al tavolo tra amministratori della valle – ospitato la settimana scorsa dalla prima cittadina di Cittiglio, Rossella Magnani – il sindaco di Brenta, Gianpietro Ballardin.

La premessa, ha spiegato il sindaco, è quella dell’ascolto: capire quali sono i problemi e quali gli interessi da cui partire per sviluppare progetti coinvolgenti e in grado di occupare il tempo libero; ma farlo mettendosi nei panni dei giovani, cercando di interpretare la loro visione, senza imporre quella degli adulti. Il secondo step è quello delle proposte vere e proprie, ed ecco l’esempio di Brenta, portato al tavolo dal sindaco del paese per dire: «Questo modello di intervento lo abbiamo già sperimentato e dà dei risultati».

La prova è nel modo con cui le macro aree – sport, musica e arte – su cui gli amministratori intendono fare rete per scongiurare il rischio “baby gang”, sono in parte già valorizzate in modo soddisfacente all’interno della comunità di Brenta.

Un esempio è quello dell’associazione “Boom” che aggrega bambini e ragazzi delle medie, uniti dall’interesse – che in alcuni casi è già passione – per il calcio. Si sfrutta il campetto del paese e lì ci si ritrova per partitelle e altri momenti di condivisione. «Un’idea nata su impulso di una maestra d’asilo con esperienze nello sport – racconta Ballardin – e poi portata avanti da un gruppo di mamme. Si riuniscono, studiano le iniziative e poi organizzano giornate di sport attorno alle quali si crea partecipazione e interesse. L’ultima risale a qualche settimana fa. I ragazzini – precisa il sindaco – vengono coinvolti anche a livello organizzativo. Questa cosa richiede responsabilità e di conseguenza li fa sentire grandi. E’ per questo che il meccanismo funziona».

Ed è per questo che il Comune continuerà ad investire sull’offerta sportiva, a cominciare dall’installazione di attrezzi fitness al parco e dal rifacimento completo dei campi di bocce, una disciplina che – contrariamente a ciò che si potrebbe pensare – non è lontana dalla sfera di interessi delle nuove generazioni. «Grazie alle bocce organizziamo delle giornate di tornei dove adulti e ragazzi, anche con problemi motori, si uniscono per giocare da mattina a sera – spiega Ballardin – Sono belle giornate, all’insegna dello sport, e riusciamo a promuoverle in più momenti dell’anno».

Tutto ruota attorno all’area del parco, dove oltre ai campi sono presenti un bar, una sala polivalente, giochi per bambini. Strutture da cui partire per pensare attività e momenti di svago: «Bambini e ragazzi si sentono parte della comunità – sottolinea in conclusione Ballardin – Gli spazi non servono per bighellonare perché hanno la loro funzione e creano divertimento».

La manutenzione dei campi verrà ultimata in previsione della prossima estate. Entro la fine di novembre, invece, i sindaci della valle si troveranno nuovamente per riprendere il confronto sulla questione del disagio giovanile, e stabilire le coordinate della annunciata rete tra amministratori. Di sicuro il “metodo Brenta” tornerà attuale, e non è escluso che possa diventare un vero e proprio punto di riferimento per l’azione comune.

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