Luino | 14 Novembre 2022

Luino, un imprenditore: «Un anno e mezzo fa il Comune bocciò mia proposta per i campi da padel»

Si tratta di privato che aveva lanciato l'idea per realizzare gli impianti nella stessa area del Comune. «L'amministrazione non ha voluto concedere spazi pubblici per iniziative prettamente private»

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La scelta dell’amministrazione comunale di avviare il progetto per realizzare due campi da padel al Parco Margorabbia di Luino, mettendo da parte la mozione per l’installazione di un campo da minigolf, del consigliere Furio Artoni (“Azione civica per Luino e frazioni”), ha generato diverse polemiche in città, non solo in consiglio comunale ma anche sui social network qualche giorno più tardi.

Oggi, però, a margine di quanto avvenuto in questi ultimi giorni, è arrivata in redazione la presa di posizione di un imprenditore privato che, oltre un anno e mezzo fa, aveva chiesto dettagli e specifiche, a Palazzo Serbelloni, per posizionare proprio nella stessa area, una tensostruttura ed inserire due campi da padel con copertura, completamente a suo carico, con un conseguente convenzione al fine di rientrare dei costi sostenuti pagando un affitto “agevolato” per l’area in questione.

«Ho ancora tutte le mail e i messaggi scambiati con gli uffici comunali e gli assessori competenti – commenta l’imprenditore luinese -. Dopo circa circa un mese la risposta del Comune fu la seguente: “Dopo aver approfondito la tematica non è intenzione del Comune concedere spazi pubblici per iniziative prettamente private presso aree regolamentate con convenzione, né presso aree comunali per le quali sono previste diverse destinazioni d’uso normate da strumenti urbanistici”. Quindi, un anno e mezzo fa in un’area convenzionata il Comune non voleva concedere lo spazio per realizzare i campi da padel, mentre oggi è proprio questo il loro progetto spendendo 264mila euro?».

«Vorrei sapere cosa è cambiato da allora – continua il privato -, tenendo conto anche del fatto che se lo avesse fatto un privato il Comune avrebbe potuto destinare i fondi stanziati per questa opera ad altro uso, magari sostenendo le società sportive oggi più che mai in difficoltà a causa anche del caro energia. Ma perché fare oggi un’opera a costo pubblico per poi doverla dare in gestione comunque a privati tramite bando, quando c’era la possibilità di farlo a costo zero e sicuramente con una gestione più accorta e professionale? E’ questa la maniera di gestire al meglio i soldi pubblici? Ai lettori le opportune valutazioni».

L’intenzione del privato era quella di firmare una convenzione, dalla durata di 15 anni, per poi farla diventare una struttura pubblica: «Non sarebbe stata una vera e propria opera privata, lo avremmo scritto sull’accordo. Il Comune dopo la conclusione della convenzione avrebbe inglobato la struttura, facendola diventare pubblica e continuando a renderla fruibile per tutti. Non hanno tenuto in considerazione la nostra proposta, adesso sono loro a volerla. Sarà interessante vedere come sarà strutturato il bando e chi se lo aggiudicherà».

Dal canto suo l’amministrazione comunale risponde tramite l’assessore allo Sport, Ivan Martinelli: «Il privato che vuole investire, per realizzare impianti sportivi, può farlo acquistando proprietà private, come fatto a Villa Castiglioni (in via Lugano, ndr). La nostra volontà è quella di costruire due campi da padel, dandoli in gestione tramite una convenzione, per ampliare l’offerta. Si tratta di uno sport che, come già spiegato in consiglio comunale, ha un gran seguito anche tra la nostra comunità».

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