Scontro fra Roma e Parigi sulla Ocean Viking e sul tema migranti e toni più che accesi fra i due Paesi europei.
Dopo giorni di tensioni e accuse con i migranti in mezzo al mare senza un porto in cui sbarcare, il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin ha annunciato ieri che la nave sarebbe accolta a Tolone – come è effettivamente avvenuto questa mattina – ma attaccando pesantemente l’Italia definendo «incomprensibile e disumana» la decisione di Roma di non aprire i suoi porti e promettendo una ritorsione durissima: la serrata dei confini a Ventimiglia, con 500 agenti già schierati, e la sospensione dell’accoglienza di 3.500 rifugiati dall’Italia, accompagnata da un appello agli altri Paesi UE – in particolare la Germania – a fare altrettanto.
La risposta italiana non si è fatta attendere, con la premier Giorgia Meloni e i suoi ministri, tra cui Antonio Tajani e Matteo Piantedosi, che hanno ritenuto «aggressiva», «incomprensibile» e «sproporzionata» la posizione assunta dalla Francia.
«Noi abbiamo 90mila arrivi e avevamo un accordo per la redistribuzione di 8mila migranti ma finora ne sono stati redistribuiti solo 117», ha affermato ieri Tajani, citando dati poi menzionati sia dal collega Piantedosi sia dalla Presidente del Consiglio e invocando una «maggiore serenità» e «soluzioni a livello europeo».
«Dove è scritto che l’Italia debba essere unico porto di sbarco? Quando si parla di ritorsioni in un dinamica UE qualcosa non funziona. Sono rimasta molto colpita dalla reazione aggressiva del governo francese, incomprensibile e ingiustificabile» – ha affermato da parte sua la premier Meloni durante la conferenza stampa di questa mattina – «Ora tre cose possiamo fare: possiamo decidere che siamo l’unico porto d’Europa ma non sono d’accordo, non ho avuto questo mandato. Ipotesi due: non credo che si debba litigare ogni volta con Francia, Grecia… Unica soluzione comune, e ne ho parlato con Macron, Germania e UE, è la difesa dei confini esterni dell’UE, bloccare le partenza, aprire hotspot. Abbiamo speso milioni di euro per aiutare la Turchia, ora serve una soluzione europea».
E mentre la maggioranza ha appoggiato le decisioni assunte dal Governo deplorando le reazioni francesi, più critiche su quanto accaduto in questi giorni, invece, le opposizioni.
«Il governo Meloni, non pago della figuraccia rimediata un paio di giorni fa a Catania, continua a pensare che la soluzione sul tema immigrazione risieda esclusivamente nell’allontanare dalle coste italiane le navi delle Ong concentrandosi dunque sugli effetti della spinta migratoria, senza avere coraggio di affrontarne le cause», dichiara il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sostenendo che «la vicenda dello sbarco della Ocean Viking in acque francesi e la conseguente decisione assunta dall’Eliseo nei confronti dell’Italia contribuiscono in queste ore a uno spettacolo che certamente non rende onore alla Storia di due Paesi membri fondatori della comunità europea».
«La Francia fa sbarcare a Tolone i migranti a bordo della Ocean Viking e denuncia la violazione da parte dell’Italia del diritto internazionale e del mare, sospendendo la partecipazione al meccanismo di solidarietà dell’Ue. Questo è il capolavoro politico di Meloni e Piantedosi, con il concorso di Salvini far saltare la fiducia della UE nel nostro Paese e dimostrare che non siamo credibili. – afferma Toni Ricciardi, deputato del Pd e storico delle migrazioni – Con quale faccia potremmo andare in Europa a discutere di riforma del patto di stabilità, di sicurezza energetica, di revisione del PNRR? L’esecutivo Meloni governi: la campagna elettorale è finita. Altro che difesa degli interessi nazionali; con Meloni siamo più deboli e isolati in Europa. Un inizio disastroso, oltre ogni più pessimistica previsione. I veri anti-italiani sono al governo».
«Da ogni punto di vista l’escalation dell’Eliseo appare stonata e esagerata. – chiosa da parte sua Carlo Calenda, leader del Terzo Polo – Esistono ragioni dell’Italia che prescindono dagli schieramenti. Occorre dunque, mentre si denunciano gli errori di Piantedosi nella gestione degli sbarchi, evitare di correre dietro ai francesi che sull’immigrazione non possono impartire lezioni a nessuno e tantomeno cercare di mobilitare l’intera Europa contro di noi».
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