Maccagno | 11 Novembre 2022

Maccagno, proseguono i lavori per la messa in sicurezza del torrente Giona

Previsto per dicembre l’avvio di un nuovo intervento sull’alveo del corso d’acqua. Passera: «Erosione costante, stiamo pensando a una soluzione drastica per affrontare il problema»

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Da oltre un anno, ormai, si lavora incessantemente sull’alveo del torrente Giona, a Maccagno con Pino e Veddasca, per ripulirlo e svuotarlo dai detriti provenienti dai versanti che lo sovrastano.

E nel mese di dicembre è previsto l’avvio di un nuovo intervento sul corso d’acqua che sfocia nel lago Maggiore, con l’avvio di uno dei due lotti di lavori affidati ad altrettante ditte e finanziati grazie a un contributo a fondo perduto da 1 milione e 415mila euro di Regione Lombardia (suddivisi rispettivamente in 765mila euro a un’impresa e 650mila all’altra).

«Davvero una montagna di soldi che avremmo fatto volentieri a meno di dover gestire direttamente – afferma l’amministrazione – tenuto che, lo ricordiamo fino allo sfinimento, la pulizia dell’asta del Giona spetta a Regione Lombardia, che trova invece più facile trasferire all’ente locale gli oneri e le difficoltà di bandi tanto onerosi».

Nel complesso, comunque, sarà interessato il tratto del Giona che risale dal ponte stradale di via Mazzini al depuratore, dove verrà non solo ripulito il letto del fiume ma saranno anche effettuate alcune piccole opere in calcestruzzo volte al ripristino di alcuni manufatti ammalorati.

Ma il materiale già rimosso nell’area della foce, nel frattempo, è già stato sostituito da altro: «L’erosione delle montagne della Veddasca – spiega il sindaco Fabio Passera – è continua e costante e per questo occorre trovare una soluzione drastica per risolvere il problema. Una, decisamente utopistica, potrebbe essere quella di imbrigliare completamente i versanti, un’altra quella di creare uno sbarramento a monte del paese per fermare il percorso dei detriti».

Insomma: un’idea c’è, è già stata finanziata – rivela il primo cittadino – sempre da Regione Lombardia con 1,8 milioni di euro che, sommati alla cifra citata più sopra, danno quei 3,2 milioni di cui avevamo raccontato lo scorso maggio, e ha già mosso i primi passi del suo iter progettuale. Si tratta solo di attendere le prossime tappe per saperne di più. Quel che è certo è che la battaglia di Maccagno contro l’annoso problema del dissesto idrogeologico continua.

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