«Se i cittadini non aiutano, non ne usciremo mai. Occorre segnalare, perché solo con le segnalazioni noi sindaci possiamo sperare di individuare i responsabili e sanzionarli»: queste le parole con cui ieri il sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin commentava l’ingente abbandono di rifiuti avvenuto sulla strada fra Casalzuigno e il paese alle porte di Cittiglio, parallela alla SS394.
Biciclette rotte e resti di un mobiletto e di un lavandino fra gli scarti lasciati in bella mostra sulla carreggiata da qualcuno: l’ennesimo atto di inciviltà sul territorio, l’ennesimo episodio che genera amarezza fra cittadini, amministratori locali e i tanti volontari che si danno da fare pressoché tutti i giorni per cercare di porre un argine a questi comportamenti.
Ma dopo l’appello del primo cittadino di Brenta, qualche segnalazione ha cominciato ad arrivare. E, insieme alle testimonianze video reperite attraverso le telecamere di videosorveglianza così come alla documentazione raccolta sul luogo dell’abbandono, ha consentito di avviare tutte le verifiche del caso per cercare di dare un nome e un volto al responsabile (o ai responsabili) di questo deplorevole gesto.
Come spiega lo stesso Ballardin, sembra che ad abbandonare i rifiuti sia stato un furgoncino Fiat Daily bianco con sponde rialzate: «Quello che è certo è che a questo “individuo” verranno date le necessarie sanzioni previste dal regolamento comunale affinché possa comprendere la gravità di quanto commesso e per dare esempio e stimolo alla denuncia e al rispetto di una condizione di civiltà».
E, come dicevamo, anche la voce dei volontari si è sollevata nuovamente per esprimere la propria tristezza per quanto accaduto in Valcuvia. È Ermanno Masseroni, una delle colonne portanti del collettivo Amo Madre Terra, ad aver condiviso con il sindaco di Brenta queste parole: «Tanti sforzi, tante azioni mie, tue, nostre, vanificate da esseri indegni. Tu pulisci, ti dicono “grazie”, ti danno la mancia, ma fermarsi ad aiutarti? Settimana scorsa quando ho pulito a Cavona riempiendo 14 sacchi in duecento metri, passavano a piedi, ma neanche uno si è fermato. Ci vuole più collaborazione da parte di tutti! Dobbiamo insieme trovare una soluzione, almeno per cercare di far diminuire tutto questo. È una lotta lunga, anche se ci sentiamo esausti».
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0