«Anche il condominio sarà travolto dagli aumenti con rincari record: nessuno escluso, comprese attività commerciali, enti pubblici e privati. Sarà un periodo di grande difficoltà». A lanciare l’allarme è Daniele Di Pasqua, Delegazione sede Luino di Camera Condominiale, che spiega come sia sempre più difficile trovare accordi con le compagnie di fornitura energetica in caso di ritardi nei pagamenti.
«I prezzi sono alle stelle in ogni settore e c’è gente che sta speculando – ribadisce Di Pasqua -. È una cosa vergognosa, di cui non si sente molto parlare. L’aumento del prezzo del gas è l’esempio più lampante: prima le compagnie concedevano delle dilazioni, adesso addirittura non ti mandano neanche l’avviso. Se non ci sono fondi oggi chiudono il gas e la luce da remoto, com’è successo ad un collega amministratore che si è trovato all’improvviso con un intero condominio senza gas per un debito modesto. Per riattivarlo è diventato matto, ci ha impiegato più di quindici giorni tra mille difficoltà».
Dopo due anni di pandemia, non solo i rincari energetici ma anche la crisi economica innescata dal conflitto ucraino, mettono in difficoltà così anche gli amministratori di condominio. «Gli amministratori condominiali hanno affrontato un periodo difficilissimo a causa del Covid-19 – spiega ancora il delegato luinese della Camera Condominiale di Varese -. Le categorie colpite dalle chiusure e dalle restrizioni spesso hanno ritardato il pagamento delle quote condominiali, oltre che degli stessi emolumenti destinati ai professionisti».
Con il miglioramento della situazione sanitaria, sembrava esserci una certa ripresa. «Gli aumenti delle bollette, soprattutto quelle di luce e gas e la stessa inflazione, che incide anche sul costo dei servizi condominiali, rallentano quello che sembrava un lento ritorno alla normalità», spiega ancora Di Pasqua.
LA STRETTA
Fino a qualche tempo fa le società erano disposte a chiudere un occhio sui ritardi, pur di rientrare nei pagamenti entro il termine della stessa stagione. In passato vi era un tolleranza massima di 200 giorni, scesa a cento giorni durante il 2022. Quello che è emerso, però, durante gli ultimi incontri è che da settembre 2022, dopo trenta giorni di morosità ci sarà il distacco di luce e gas, ovvero tolleranza zero.
«Abbiamo rilevano da parte delle società che gestiscono il gas e la luce (tutte nessuna esclusa) un cambiamento di tendenza: prima erano disponibili e non c’erano grossi problemi nei ritardi, adesso non ci sono più margini e l’atteggiamento è opposto – va avanti ancora Di Pasqua -. È difficile anche fare degli accordi per via dell’oscillazione dei prezzi. C’è chi ha avuto la fortuna di fare dei contratti a prezzo fisso, ma si tratta di rari casi perché non si pensava si potesse venire a creare una situazione simile. Oggi il prezzo fisso sarebbe una follia per il consumatore, considerando che il 18 agosto scorso il prezzo del gas ha toccato record storico con quasi il 1.000% di aumento rispetto al 2021. Pare evidente, così, che nessuna famiglia possa sostenere tali spese. Stiamo già pensando a riduzioni di orari per luce e gas e stiamo mettendo led e temporizzando, ove possibile, ma anche questi lavori comportano dei costi ingenti da anticipare».
Secondo il monitoraggio dell’Arera, l’Agenzia regolatrice dei servizi di pubblica utilità, nel primo trimestre del 2022 la bolletta elettrica è aumentata del 55%, quella del gas del 100,8%. «Una crescita impossibile da contenere solo con il buon operato dell’amministratore – spiega ancora Di Pasqua –, un’accorta gestione dei beni comuni e la scelta oculata dei contratti energetici sono d’aiuto, ma non appaiono sufficienti». Questo spiega perché la morosità condominiale oggi sia un problema di tanti: secondo le segnalazioni pervenute in la difficoltà nel corrispondere le quote condominiali riguarda almeno il 15% dei condòmini italiani.
«Abbiamo cercato di venire incontro ai nostri amministrati durante i momenti più duri della pandemia – spiega ulteriormente l’amministratore luinese -. Comprendiamo le difficoltà attuali, ma non possiamo rimandare molto in là la richiesta delle quote condominiali, né tantomeno rinunciare alla cura degli immobili e alle risorse utili a gestirli».
Il problema, infatti, «è che non pagare le spese condominiali significa mandare in rovina l’immobile. Si pensi, ad esempio, alla riparazione di un impianto elettrico o di un cornicione: si tratta di lavori importanti, che coinvolgono la sicurezza dell’immobile e dei suoi abitanti. Non si può rimandare sempre e giustificare il moroso, a discapito, tra l’altro, di chi ha sempre pagato», dichiara Di Pasqua.
PONTEGGI E LAVORI
Le criticità non riguardano soltanto i rincari delle bollette e i relativi pagamenti, ma anche tutta la gestione condominiale, dagli interventi di ristrutturazione fino al verde, minato dalla siccità: «Un aumento spropositato è avvenuto anche per l’utilizzo dei ponteggi. Per due giorni, due piani e una lunghezza di 10 metri ci hanno chiesto 2.700 euro, una cifra folle – racconta ancora Di Pasqua -. Prima si andava intorno ai 12/13 euro a metro quadrato adesso in alcune città si arriva anche fino a 40 euro e si deve anche fare il pagamento anticipato».
Aumenti spropositati riguardano anche le opere di pittura: «Mi è capitato di dover far ridipingere una parete a causa di un’infiltrazione: per 20 metri hanno chiesto 800 euro calcolando 13 ore di manodopera, invece prima i prezzi erano di 9/10 euro al metro. È evidente che qualcuno sta cavalcando l’onda, approfittandone, anche in maniera esagerata», denuncia ancora Di Pasqua.
Oltre 50 milioni di italiani vivono in condominio ed hanno esigenze diverse. “C’è chi è disposto a risparmiare, rinunciando a qualcosa – racconta ancora l’amministratore luinese –, ma ci sono anche persone che non possono permetterselo: i cosiddetti “fragili”, come i malati cronici e gli anziani. Abbassare la temperatura, durante l’inverno, per queste categorie, si è rivelato impensabile».
I TIMORI PER L’AUTUNNO
Gestire tutto questo meccanismo non è semplice per gli operatori del settore, che si trovano a dover affrontare sempre più problemi, con la prospettiva che in autunno possano ulteriormente peggiorare. «La nostra preoccupazione aumenta ogni giorno di più – spiega ancora il dottor Di Pasqua –. Noi stiamo lavorando per cercare delle soluzioni che dovrebbero almeno portare a dilazioni delle rate per quanto riguarda le bollette, venendo in aiuto ai condomini».
C’è poi la questione dei “Superbonus 110 general contractor”, che vengono modificati in corso d’opera: «Adesso li concedono forse fino ad arrivare all’85%, creando un marasma non indifferente – continua ancora Di Pasqua -. Ci sono persone che hanno iniziato con il 110 e adesso hanno le impalcature a terra. È il caso di un complesso con 300 metri quadrati di ufficio senza infissi con i lavori bloccati».
Le associazioni di categoria sta organizzando un incontro per discutere dei problemi, ma anche sul come affrontarli da punto di vista psicologico perché gli amministratori e i condomini stanno risentendo profondamente di questa situazione. Ci sono cantieri bloccati, fornitori che non riescono ad indicare date d’inizio lavori oppure a coordinarsi con le varie maestranze, anche a causa della mancanza dei materiali.
E’ evidente che per gli amministratori di condominio è sempre più complesso lavorare. “Tra morosità e costi in aumento, i professionisti sono costretti, letteralmente, a fare i salti mortali – conclude Di Pasqua –. Per la prossima stagione tutti i report portano un ulteriore aumento del 50-60 % e crediamo che molti non se ne siano ancora resi conto, ma i tempi difficili devono ancora arrivare. Ecco perché chiediamo alle istituzioni di coinvolgerci sui temi che ci riguardano da vicino, e di tutelare gli operatori corretti contro le speculazioni».
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