Le lucine tornano a Leggiuno? Queste sono le voci che circolano insistentemente in paese, secondo quanto afferma il capogruppo di “Leggiuno per il lago Maggiore” Stefano Introini.
«Finalmente, dopo l’emergenza pandemica, il grande evento delle “lucine di Natale” ritorna a brillare e a far brillare Leggiuno. Già, perché – prosegue il consigliere comunale – le lucine riescono a eguagliare, se non a superare, la notorietà di Leggiuno rispetto all’Eremo di Santa Caterina, un evento che richiama migliaia di famiglie da ogni dove facendo rimbalzare il nome del nostro paese da Venezia a Cuneo, da Piacenza a Stoccarda».
«Certo le lucine, come il ferragosto lavenese di qualche decennio fa, riescono a paralizzare nel traffico non solo Leggiuno ma gran parte dei paesi circostanti: insomma – continua – sono quegli eventi, quei picchi di vitalità che non ti aspetti nei nostri silenti e sonnecchiosi territori, sono quelle cose che dopo, quando le luci della ribalta si spengono, ti fanno sprofondare nella melanconica routine del quotidiano invernale. Ecco che di solito sono eventi che vengono vissuti e percepiti come una emergenza da protezione civile, una sorta di catastrofe programmata».
«Ma così non è, e non deve essere, – aggiunge l’architetto – e se un privato, come spesso succede, ha avuto l’ingegno e la straordinaria capacità di marketing per realizzare una attrazione come le lucine, il Comune, il sindaco, ha il dovere di collaborarci fattivamente fin dall’inizio, di organizzare un accordo pubblico-privato per non arrivare all’ultimo momento a segnalare l’emergenza lucine, ma anzi deve promuovere insieme questa cosa che tanto lustro dà al nostro paese e che una particolare congiuntura tra scorci di centro storico, Chiesa parrocchiale e oratorio permette di realizzare l’ambientazione ideale per le lucine di Natale: a Laveno, dove si svolse l’edizione 2020-21, nonostante l’impegno di tutti, le lucine allestite in uno pezzetto della vasta area del Gaggetto, con parcheggio e viabilità garantita, evocavano più il luna park che il Natale».
«Le Lucine a Leggiuno in quel particolare contesto devono “sospendere” il fluire normale di circolazione e lo stesso paesaggio urbano per creare temporaneamente una nuova centralità ovvero porre l’accento su quell’angolo storico del paese, ovviamente generando qualche problema alla viabilità e al carico di presenze sotto i diversi aspetti della pubblica sicurezza». E dunque l’invito rivolto all’amministrazione leggiunese, se fossero vere le voci, è quello di «organizzare un tavolo di lavoro, possibilmente coinvolgendo i Comuni vicini, Trenord e altri possibili soggetti interessati come i commercianti e la Pro Loco che ben potrebbe allestire il contesto richiamando bancarelle e mercatini, promuovendo un protocollo di collaborazione, se non proprio un accordo (la legge 241 per esempio con l’art. 11 declina questa strada) tra il privato organizzatore e il pubblico».
E tutto questo puntando forte su un progetto «che sappia dialogare con la drammaticità dei tempi in cui viviamo, proponendo alle nuove generazioni il tema della sostenibilità energetica e ambientale» attraverso, ad esempio, un pannello informativo sui consumi energetici e la quota di eventuale autoproduzione con fonti rinnovabili, ma anche con l’uso di bici “spin dinamo” che permettono di riscaldarsi pedalando e di “offrire” lo spettacolo delle lucine. «Sono cose che colpiscono – sostiene il consigliere – e che sarebbe doveroso introdurre in uno spettacolo fatto di lucine appunto».
«Chiediamo quindi – conclude Introini – un protocollo, un accordo ove siano chiari e trasparenti impegni e obbligazioni, senza trascurare da una parte chi organizza e sopporta i costi per la regolazione del traffico, della segnaletica, della sicurezza, della disponibilità delle ambulanze e dall’altra, la più appropriata e utile promozione dell’immagine del comune di Leggiuno. Pronti come sempre a collaborare, ma in caso l’amministrazione faccia da sé, in attesa di un bel progetto».
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