Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata alla nostra redazione dal lavenese Alberto Morandi.
Egregio Direttore,
dopo l’annunciata e legittima vittoria elettorale della destra sovranista, nazionalista e conservatrice alle elezioni politiche, che pur potrebbe minacciare alcune importanti conquiste civili e sociali ottenute dopo lunghe e dure lotte e mai conquistate definitivamente, desidero evidenziare che se il Partito Democratico, il quale dovrebbe rappresentare le istanze sociali dei lavoratori dipendenti e della classe operaia e popolare, si dimostra interessato principalmente al profitto economico e finanziario a qualsiasi costo (ricordiamoci che è stato il PD di Renzi ad abrogare di fatto l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e che, dopo la caduta di Renzi, il medesimo PD non ha mai proposto di ripristinare tale garanzia sociale per tutti i lavoratori dipendenti) tanto quanto i partiti della destra affarista e conservatrice, non appare quella differenza sostanziale che un tempo differenziava chiaramente la Sinistra progressista dalla destra conservatrice.
Al di là dei principi certamente importanti riguardanti la difesa della Costituzione democratica e antifascista e la tutela sociale e civile di tutti coloro che si trovano in difficoltà economiche e sociali non si vedono differenze sostanziali nelle politiche concrete relative agli interventi sociali a favore della sanità pubblica e della scuola pubblica, delle garanzie per il lavoro certo e sicuro, della sicurezza pubblica e sociale e della tutela dell’ambiente, gravi questioni che ci riguardano tutti, e dei più deboli e dei non abbienti! Gli apparati del PD si sono spesso dimostrati parte degli affari economici e finanziari e del potere burocratico proprio come i partiti della destra affarista e conservatrice.
Con la vittoria della destra conservatrice e sovranista potrebbero esserci anche momenti difficili riguardo la difesa dei diritti civili e sociali così duramente conquistati ma se i dirigenti del PD non si interrogano seriamente sul motivo per il quale tanti operai e lavoratori dipendenti e persino molti tra i non abbienti e i più poveri o non sono andati a votare, circostanza che costituisce una grave sconfitta per la nostra democrazia, o addirittura hanno votato per gli stessi partiti della destra sovranista, credendo alle loro facili e irrealizzabili promesse, significa che il maggior partito della “Sinistra” italiana ha smesso di essere, di pensare e di impegnarsi socialmente e politicamente per i diritti dei lavoratori, degli operai e dei più deboli, allontanandosi da costoro perdendo la sua originaria identità politica, sociale e culturale di Sinistra attenta e impegnata per la difesa delle classi popolari in condizioni di difficoltà di fronte al continuo e progressivo diffondersi nella nostra società “moderna” dell’arido e vuoto interesse economico e materiale privato, egoista e indifferente nei confronti degli “altri”, a danno del Bene pubblico e comune di tutti.
Naturalmente auguro seriamente buon lavoro al nuovo Legislatore e al prossimo Governo per il Bene comune di tutti e nell’interesse di tutto il nostro Paese nel rispetto dello spirito della nostra Costituzione.
Colgo l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.
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