Rischio idrogeologico e messa in sicurezza del territorio dalle frane. A Cittiglio se ne parla, nel confronto tra istituzioni e cittadini, e si progettano gli interventi necessari alla prevenzione.
A questo proposito l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Rossella Magnani potrà presto contare su un importante finanziamento da 630.000 euro: la somma dei fondi stanziati da Comunità Montana Valli del Verbano (250.000 euro) e Regione Lombardia (380.000 euro).
I soldi serviranno per lavorare sulle aree del paese maggiormente esposte al pericolo frane e smottamenti. Le stesse aree in cui, puntualmente, a seguito di ogni ondata di maltempo, si concentrano le conseguenze più gravi. E’ il caso delle zone del Ghetto e di Sciareda, direttamente sotto la montagna del Sasso del Ferro, strette nella morsa alluvionale del 2020 – la più grave guardando al recente passato – ma anche in quella dello scorso 5 giugno, quando a Cittiglio è stato intenso il lavoro per liberare le strade da piante abbattute e detriti, e per occuparsi dei cittadini isolati nelle vie allagate.
I fondi stanziati consentiranno al Comune di fare fronte proprio ai danni causati dalla grave alluvione di due anni fa, preparando allo stesso tempo le zone sensibili a “reggere l’urto” in presenza di fenomeni simili. Ad occuparsi della progettazione sarà Idrogea, società varesina specializzata in ingegneria e servizi per l’ambiente.
«Alla fine della scorsa settimana abbiamo incontrato i tecnici di Idrogea e i cittadini del Ghetto, insieme a diversi altri cittigliesi che hanno a cuore quella zona – spiega il sindaco Magnani – L’incontro, al quale ho preso parte insieme all’assessore all’ambiente Fiore, è servito per introdurre la situazione ai residenti, partendo da quello che Idrogea ha intenzione di fare, ma ci ha consentito anche di ascoltare i cittadini, raccogliere le loro proposte e riflettere sulle criticità riguardanti il maltempo ed evidenziate direttamente da loro, cioè da chi vive in prima persona i disagi e le situazioni di emergenza. Ora l’azienda specializzata tirerà le somme per sviluppare il progetto definitivo. Da qui a fine settembre ne sapremo di più».
Nell’elenco delle zone da monitorare e su cui investire in termini di sicurezza ci sono anche i collegamenti stradali con Laveno e con la frazione montana di Vararo, e il Boesio. Servono briglie per proteggersi dalla caduta massi e vie di accesso agevolate per i mezzi nelle aree impervie e in quelle dove solitamente si concentrano gli interventi. Anche via Oberdan – isolata a giugno, a seguito delle forti piogge – fa parte del progetto che prevede lo stanziamento – grazie all’ente BIM – di 5.000 euro per il torrente Valfarezza; altri 5.000 euro verranno investiti sulla frazione Pozzit, anche qui per affrontare criticità di carattere idrogeologico.
«Sappiamo che il rischio zero non esiste – riflette in conclusione Magnani – ma vogliamo fare tutto il possibile per ridurre l’esposizione ai disagi più gravi e alle situazioni pericolose in caso di forti piogge e fenomeni alluvionali».
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