Varese | 12 Luglio 2022

Laveno, violenza sessuale sulla figlia? «Fantasie»

L'uomo a processo respinge ogni accusa. Per il pm avrebbe usato una canna dell'acqua per toccare la primogenita, una bambina all'epoca dei fatti. L'ex moglie: «Quel giorno aveva bevuto»

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E’ comparso davanti ai giudici del Tribunale di Varese e ha respinto le accuse che gli vengono contestate nell’ambito di un procedimento penale a suo carico. L’uomo, classe 1976, originario di Varese è accusato di violenza sessuale ai danni di una delle sue due figlie, all’epoca minorenne (qui i dettagli).

I fatti sarebbero avvenuti tra il 2007 e il 2016, prima che la madre delle bambine si trasferisse a Laveno per iniziare una nuova vita, con un nuovo compagno, a sua volta imputato nel processo ma con una accusa diversa: maltrattamenti; accusa di cui deve rispondere anche la madre dell’uomo, una 71enne.

In una delle ultime udienze l’ex compagna dell’imputato, nonché madre delle bambine (solo la primogenita sarebbe stata vittima delle violenze e dei maltrattamenti) lo aveva descritto come una persona violenta, dedita all’alcol e al consumo di droghe. Anche il giorno di una delle presunte violenze l’odierno imputato sarebbe stato sotto l’effetto di sostanze, tanto da aver rimosso il fatto che la ragazzina fu portata in ospedale, da lui stesso e dalla mamma della piccola, perché sulle mutande della bambina erano comparse delle macchie di sangue che avevano messo in allarme la mamma.

«Una infezione – ha spiegato ai giudici l’imputato – e per quanto riguarda le dipendenze, ho smesso di fare uso di sostanze nel 2000, dopo 3 anni di comunità. In casa ero l’unico a lavorare e se avessi fatto uso di droghe non ce l’avrei fatta a mantenere la famiglia».

Sempre in riferimento al giorno della presunta violenza, per l’accusa l’uomo avrebbe utilizzato una canna dell’acqua per toccare la minore nelle parti intime. Il fatto sarebbe avvenuto sul terrazzo di casa. «Fantasie– ha aggiunto l’uomo in aula – perché su quel terrazzo non c’erano piante da innaffiare, non c’era un collegamento per l’acqua e non c’era nemmeno una canna».

Anche rispetto al fatto di aver abusato della piccola entrando nel suo letto, completamente nudo, l’uomo ha negato ogni cosa. Inizialmente, durante le prime battute del suo esame in udienza, aveva negato anche di avere dei precedenti. Che invece ci sono eccome, e tra questi figura una condanna a 1 anno per maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie e delle figlie, alle quali negò in seguito le somme in denaro pattuite per il mantenimento: «Lei – si è giustificato l’uomo riferendosi all’ex compagna – non era in grado di gestire quei soldi. Per questo ho smesso di pagare»

Ora la parola passerà agli avvocati e al pubblico ministero che formuleranno le rispettive richieste. Ma per il ritorno in aula bisognerà attendere il prossimo inverno.

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