Pedopornografia, pedofilia, traffico sessuale, esibizionismo: trovare nella propria casella di posta elettronica una email contenente l’avviso di procedimenti penali aperti a proprio carico per reati sessuali come questi può certamente spaventare e mettere in allarme chi la riceve.
Se poi tali email sono corredate dai loghi di forze dell’ordine, Ministero della Difesa o Interpol, e magari appaiono anche inviate “a nome”, ad esempio, del Capo della Polizia di Stato Lamberto Giannini o del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi, l’idea di aver commesso davvero qualcosa di illegale, magari inconsapevolmente, inizia ad apparire plausibile.
In realtà, però, non c’è nulla di vero. Si tratta bensì dell’ennesimo tentativo di truffa online (phishing) registrato anche nell’alto Varesotto: chi “abbocca” a questo tipo di comunicazioni finisce per scaricare virus pronti a mandare in tilt il pc in pochi istanti, per condividere i propri dati sensibili (ad esempio numeri di conto corrente, password o documenti) o per consegnare denaro direttamente nelle mani dei malfattori al fine di evitare le gravissime conseguenze millantate dal punto di vista legale.
Vi sono comunque elementi, all’interno di questo genere di email, dai quali si può capire che si sta per incappare in qualcosa di fraudolento e ai quali occorre prestare attenzione: spesso, infatti, il testo è pieno di errori grammaticali o di sintassi ed è caratterizzato da toni fin troppo colloquiali, gli indirizzi dei mittenti sono artefatti e in taluni casi esplicitamente fittizi, alcuni enti vengono citati in modo inesatto o addirittura non esistono, così come alcuni reati o articoli del codice penale menzionati.
Accanto alle “tradizionali” truffe tentate – e in alcuni casi anche consumate – via telefono o porta a porta in questi mesi, con diverse vittime specialmente fra gli anziani del Luinese, non mancano dunque anche quelle via web, delle quali i carabinieri della Compagnia di Luino, anche negli ultimi giorni, hanno ricevuto segnalazioni da parte dei cittadini.
Le forze dell’ordine ricordano che nessun procedimento penale viene reso noto all’interessato tramite posta elettronica e invitano chiunque riceva email dal contenuto sospetto a non procedere ad alcun tipo di azione tra quelle richieste dai truffatori, non cliccare su alcun link né aprire eventuali allegati, ma, come avviene per qualsiasi tipologia di raggiro, a rivolgersi prontamente al 112 o alla Polizia postale.
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