Luino | 17 Dicembre 2021

Frodi informatiche e truffe online, colpiti anche l’alto Varesotto e il Luinese

Non solo sui siti di shopping, ma anche reati compiuti sui social. In totale nel 2021 denunciate una cinquantina di persone dal Settore Polizia di Frontiera di Luino

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Nel corso degli ultimi anni, purtroppo, nell’alto Varesotto, sempre più spesso anziani vengono presi di mira da malviventi che cercano di compiere truffe telefoniche ai loro danni. Le modalità sono uguali: fingendosi parenti (figli o nipoti) chiedono denaro per poter pagare presunti debiti.

Fortunatamente, salvo qualche caso di truffa compiuta, con perdite di diverse decine di migliaia di euro, ormai la popolazione si sta sensibilizzando maggiormente, di settimana in settimana, non solo grazie ad avvisi e appelli lanciati su internet dalle istituzioni, ma anche grazie agli incontri organizzati dalle forze dell’ordine. In totale, nel 2021, il Settore Polizia di Frontiera di Luino ha denunciato, però, per frode o truffa una cinquantina di persone.

Si tratta di vere e proprie piaghe sociali che colpiscono i cittadini, di qualsiasi età. Il riferimento va alle frodi e alle truffe, due reati che sono complessi da affrontare da parte delle autorità; il problema, infatti, è legato al fatto che questi reati spesso vengono compiuti attraverso conti bancari creati all’estero, situazione che rende le indagini più difficili da affrontare. Se le truffe o le frodi sono compiute all’interno dei confini, però, è più facile risalire ai colpevoli, che per la maggiore sono stranieri ma residenti in Italia.

Per quanto riguarda il capitolo delle frodi informatiche, quelle effettuate attraverso le carte di credito, è complicato “muoversi”, visto che è necessario avere i dati telematici come gli indirizzi IP dei dispositivi tecnologici. Risulta essere complicato risalire ai responsabili, anche se spesso è più facile seguire i movimenti del denaro per trovare i malviventi. Aprendo i titoli di credito all’estero tutto è molto più complicato.

Spesso, inoltre, si tratta di cifre risibili e i cittadini truffati non sporgono neanche denuncia. Quando le frodi vengono compiute su famosi siti come Amazon, però, le forze dell’ordine si rivolgono ad uffici specifici dell’azienda, che nell’arco di 30-40 giorni riescono a dare riscontro alle richieste, affidando alla Polizia informazioni e dati sui quali poter iniziare a lavorare.

I malviventi, inoltre, sono sparsi in tutta Italia, con organizzazioni criminali che in alcune operando dalla Campania si espandono a macchia d’olio in tutto il territorio nazionale. I clienti, mentre compiono shopping online, vengono reindirizzati, spesso dai più grandi siti di e-commerce, a indirizzi graficamente possono ingannare, ma nulla hanno a che fare con quelli “veri”. Allo stesso modo queste modalità capitano anche attraverso l’invio di SMS o mail di dubbia provenienza, che indicano vincite o premi da incassare.

Diverso il discorso sulle truffe, dove è necessario avere contatti con la vittima. Nonostante le difficoltà relative alle truffe telefoniche, in questo campo è più facile operare, per individuare le responsabilità, perchè il malvivente deve farsi versare la somma di denaro richiesta.

Tanti i casi di persone truffate non solo per negligenza, ma anche perchè attratti da sconti straordinari, come in caso, avvenuto qualche settimana fa, dell’acquisto da parte di un signore luinese di una bici elettrica per 250 euro (dal valore di mercato di 800-900 euro). Una sorta di offerta da Black Friday, ma se comparata con altri siti internet difficile da trovare.

Possono verificarsi, purtroppo, anche truffe online assicurative. I cittadini pensano di aver assicurato la propria autovettura, ma quando le forze dell’ordine effettuano i controlli lungo le strade scoprono che i contratti firmati non hanno alcun valore.

Talvolta, su noti siti di compravendita, può capitare di essere truffati nel momento in cui si mette in vendita qualcosa, come avvenuto ad una signora che voleva vendere armati usati, ma è stata vittima di un raggiro da mille euro circa da un finto interessato all’acquisto. “L’acquirente mi aveva detto che sarebbe stata una vendita da chiudere velocemente – aveva denunciato la donna -, per la quale era necessario andare presso un bancomat e dare dei dati. Invece di richiedere un accredito veniva pagato un debito, e prima di capire cosa stesse avvenendo sono state effettuate ben sei ricariche ad un conto sconosciuto”.

Lo stesso discorso vale per le truffe online hard, dove i soggetti presi di mira stringono amicizia sui social network con persone, spesso donne avvenenti, che si spogliano e chiedono loro di spogliarsi. Dopo aver registrato questi video passano al ricatto. Soggetti fragili possono così essere ingannati da persone che, stringendo rapporti di fiducia e/o amore diventano “amiche” o “amanti” virtuali e fanno richieste assurde, come nel caso di un ragazzo della zona truffato, nel giro di un anno, per 15mila euro da una donna che diceva di avere problemi di denaro e un padre malato da curare.

Soprattutto online, è necessaria la massima prudenza per non incappare in spiacevoli episodi, anche nei casi in cui vengono presentati falsi contratti vantaggiosi che con un minimo di attenzione si possono smascherare. Bisogna, infine, diffidare anche dalle transizioni economiche, legate a soggetti sconosciuti, tramite Western Union o Money Transfer.

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