Luino | 1 Maggio 2022

Le minoranze contro il bilancio di previsione: «Nessun progetto per lo sviluppo di Luino»

A margine del consiglio di martedì sera tutti i consiglieri di minoranza esprimono critiche e osservazioni su quanto presentato per il futuro della città dall'amministrazione comunale 

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L’approvazione del DUP e del bilancio di previsione, avvenuta martedì in consiglio comunale a Luino, ha visto tutte le minoranze, in forme e con osservazioni diverse, criticare l’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Enrico Bianchi.

Franco Compagnoni e Andrea Pellicini, per il gruppo “Sogno di Frontiera”, Alessandro Casali e Davide Cataldo per “#Luinesi” e, non da ultimo, il capogruppo Furio Artoni, per “Azione civica per Luino e frazioni”, hanno espresso la loro posizione durante l’assemblea cittadina, commentando quanto annunciato non solo dal primo cittadino, ma anche dagli assessori e da alcuni consiglieri comunali.

«Il nostro voto contrario al bilancio di previsione è stato determinato principalmente da un piano delle opere pubbliche da cui non si ricava nessuna idea di sviluppo della città – commentano Andrea Pellicini e Franco Compagnoni -. Non si capisce davvero se la maggioranza abbia una visione urbanistica, se abbia dei progetti trainanti. Noi, ad esempio, abbiamo puntato molto sulla riqualificazione del lungolago. Se fosse dipeso da noi, avremmo proseguito con la riqualificazione delle vie centrali, via Vittorio Veneto e Via 15 Agosto, sulla base del progetto dell’architetto Paolo Poloni, già presentato alla cittadinanza. Se non hai un’idea della città, non ha senso amministrare. Sono sufficienti i funzionari del Comune».

Ad entrare a gamba tesa sull’approvazione del bilancio di previsione anche i consiglieri comunali Alessandro Casali e Davide Cataldo, del gruppo “#Luinesi“. «C’è poco da commentare – spiegano -, è difficile criticare qualcosa che non esiste. Forse l’unica critica che possiamo rivolgere all’amministrazione è la mancanza di un progetto che vada a sviluppare il futuro della città. È proprio questo il problema, non c’è la visione di indirizzo che vogliono dare alla città».

«Nel primo mandato, portandolo avanti anche nel secondo, avevamo gettato le basi per riqualificare tutto il lungolago, per poi entrare in centro, grazie al progetto dell’architetto Poloni – vanno avanti ancora -. Questa era la nostra visione, giusto o sbagliata che fosse, nel riqualificare il centro e nel compiere manutenzioni nelle frazioni. Le lamentele sulla spesa corrente sono un problema noto da anni, ma il concetto è che in ogni caso, nonostante le difficoltà, si dovrebbe realizzare un disegno sulla città per investimenti utili a farla crescere non solo turisticamente, ma anche socialmente ed economicamente».

«Questo servirebbe per rendere la città attrattiva agli occhi degli investitori – spiegano Casali e Cataldo -, per fare in modo che si possano aprire attività e cantieri, rendendola da una parte migliore e dall’altra invece creando nuovi posti di lavoro che porterebbero ad un maggiore introito sull’IRPEF e a sua volta ad un aumento di fondi per la spesa corrente. Tenere ferma Luino non è una polemica politica contro l’amministrazione, ma è una dinamica che farebbe morire la città. Ci vuole un po’ più coraggio e siamo delusi perchè abbiamo fatto le stesse considerazioni lo scorso anno».

Dello stesso parere, con riflessioni differenti, anche il capogruppo di minoranza di “Azione Civica per Luino e frazioni”, Furio Artoni. «La strategia della amministrazione non è stata chiara. Se è quella di perseguire gli obiettivi concessi da questo Governo siamo di fronte ad una stasi assoluta. Il mio intervento prendeva spunto da questa situazione, a parer mio grave. E’ chiaro che la mia è una considerazione politica assolutamente avversa a quelle che sono le attuali direttive del governo centrale, tuttavia sono convinto che anche in ambito comunale si possa fare qualcosa».

«Purtroppo, non ho visto progetti per la politica giovanile, a mio avviso essenziale – continua Artoni -. C’è un’assenza anche di progetti per lo sport, attività non solo utile fisicamente, ma anche terapeutica per le molteplici problematiche legate al confinamento subito a causa del Covid. E poi in estrema sintesi non mi è piaciuta la sostanziale rinuncia ai bandi (europei o nazionali), perchè complicati e troppo veloci nei passaggi».

«Non va bene – prosegue ancora il capogruppo di “Azione Civica” -, ci sono professionisti specializzati nella ricerca e redazione di bandi che son pagati al raggiungimento dell’obiettivo. Bisogna però avere idee, cercare il bando, avere un progetto. Io mi sono permesso di chiedere un approccio rivoluzionario: qualcuno diceva che per colpire l’obiettivo, si deve tendere l’arco oltre il bersaglio, ma qui l’arco è stato abbandonato. Il Parco Margorabbia potrebbe essere un grande centro sportivo all’aperto, con un campo da minigolf che unirebbe adulti e bambini, con attrezzature per esercizi calistenici».

«Su ecologia e ambiente incominciamo dai cestini dei rifiuti, dalla raccolta differenziata anche al mercato – afferma ancora Artoni -. Ho dichiarato di essere contro la locuzione “transazione ecologica”, o si è per l’ambiente o non lo si è: pensiamo a collegare le fogne al depuratore per evitare che scarichino nel lago. Il parcheggio in via Beltempo a Creva, proposto dal sottoscritto, e approvato all’unanimità, che fine ha fatto? E poi mi sono permesso di gettare anche l’idea della moneta complementare un pò lungo da spiegare, ma efficace come strumento per far rinascere la microeconomia locale».

«Certo tante cose si possono fare, ma l’app non basta. La mia lista è per una politica che ragioni in termini di lunga durata. Siamo l’unica lista denominata civica che presenta idee politiche. Certo ci sono pochi soldi e la situazione economica è deleteria, ma non si può smettere di sognare e progettare e bisogna farlo anche in nome dei propri figli e delle generazioni che verranno a Luino», conclude Artoni.

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