Luino | 28 Aprile 2022

Posate le cinque “Pietre di inciampo” a Luino, i giovani: «Bentornati a casa»

Questa mattina la cerimonia lungo le vie della città che ha visto protagonisti gli studenti delle scuole. «Non dobbiamo dimenticare cosa hanno subito questi uomini. Non sono più tornati a casa»

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“Bentornato a casa”: una frase semplice, ma densa di significato, si unisce ai nomi dei cinque deportati sui bigliettini che accompagnano le rose rosse deposte, una a una, accanto alle “Pietre di inciampo” che hanno trasformato alcune vie di Luino in nuovi “luoghi della memoria”.

Aurelio MoroGuglielmo SatrianiBruno BalzariniOrlando Vischi e Vittorio Lupano: questi gli uomini che, una volta portati via dalle truppe nazifasciste durante il secondo conflitto mondiale, non hanno più fatto ritorno alle loro case e ai quali sono ora dedicate le cinque pietre posate durante la mattinata di oggi, giovedì 28 aprile, nella cittadina lacustre.

Tali pietre, create dall’artista tedesco Gunter Demnig, fanno parte di un percorso più ampio – voluto con forza dall’ANPI provinciale di Varese e dal Comitato delle Onoranze ai Caduti del San Martino e che ha visto l’immediata adesione e patrocinio da parte della Provincia di Varese – che coinvolge anche Cunardo, Mesenzana e Induno Olona.

A posare i cinque blocchi squadrati e sormontati da placche in ottone lucente con i nomi e le date di nascita, deportazione e assassinio, coadiuvati dall’operaio Giovanni Castaldo, sono stati gli studenti delle scuole luinesi, protagonisti della cerimonia “itinerante” che ha preso il via da Palazzo Serbelloni. Lì il sindaco Enrico Bianchi, nel «dare inizio a questa giornata impegnativa, ma bella», ha voluto ringraziare per la loro presenza le scolaresche, i rappresentanti delle forze dell’ordine – il capitano della Compagnia Carabinieri di Luino Alessandro Volpini, il comandante di stazione Roberto Notturno e il luogotenente carica speciale della Guardia di Finanza Domenico Trombetta – delle associazioni d’arma, dell’ANPI e dell’ente provinciale.

È stata poi la presidentessa della sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani Ester De Tomasi a prendere la parola e a rievocare la battaglia del San Martino, avvenuta nel settembre 1943: «Aurelio Moro – ha poi ricordato – ha vissuto lo stesso percorso di mio padre: non dobbiamo dimenticare cosa hanno subito questi uomini. Non sono più tornati a casa. Avevano solo il desiderio di pace, di casa, di lavorare e di vivere liberi».

«Coloro che vengono ricordati oggi – ha aggiunto poi il consigliere provinciale delegato all’Inclusione Sociale, all’Istruzione e Formazione, alle Politiche del Lavoro Simone Longhini – sono persone che hanno perso la vita nei campi di sterminio, dove il valore della vita umana era all’ultimo posto. E ancora oggi, a poche migliaia di chilometri, il valore della vita viene messo in dubbio anche nella comunità dell’Europa». Luino, ha ricordato infine il consigliere ringraziando alunni e insegnanti, amministrazione e ANPI, è la città nella quale è stata prevista l’installazione del maggior numero di “Pietre di inciampo”.

La prima pietra, dedicata ad Aurelio Moro, è stata posata in via San Pietro da uno studente del CFP, Riccardo Cincinnato, mentre Serena Ragusi (della 3° Estetica, sempre del CFP) ne ha letto la biografia.

Sotto i portici di via Vittorio Veneto è stato invece il turno degli alunni dell’I.S.I.S. “Città di Luino-Carlo Volontè”: Matteo Ghidini ha posato la pietra con inciso il nome di Guglielmo Satriani, mentre Federico Costa, Andrea Muzzetto, Gregorio Tavernini, Alessio Ballabio, Alessandra Larghi, Sonia Cardellicchio, Elisa Lucini, Aurora Ranaudo e Alessandro Fagnaudo hanno dato lettura dei relativi cenni biografici e declamato la poesia Sono una pietra d’inciampo, composta da Krishan Kant Bhati, alunno dell’IIS “Leonardo da Vinci” di Fiumicino.

La delegazione si è poi spostata in via XXV Aprile dove Elisa Lucini e Andrea Muzzetto (entrambi del “Città di Luino”) hanno letto le biografie di Bruno Balzarini e Orlando Vischi, alla presenza dei nipoti di quest’ultimo, Rossella, Annamaria e Orlando. A loro si sono uniti anche alcuni studenti della primaria e della secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Bernardino Luini”, che hanno intonato il celebre brano Generale di Francesco De Gregori accompagnati alla chitarra dal giovane Michele D’Arenzo.

«Sono molto emozionata di essere qui, – ha dichiarato la dirigente scolastica Chiara Grazia Galazzetti – perché ho qui, in primis, i bambini di terza elementare e una delegazione nutrita di terza media: accostare età diverse è molto importante. Ricordo le parole di mia nonna, morta poco tempo fa a 102 anni, che mi raccontava della guerra e dei miei molti parenti partigiani. Ringrazio l’ANPI e le istituzioni perché mi hanno dato occasione di emozionarmi».

La cerimonia si è infine conclusa in viale Amendola, dove sono stati gli studenti di una classe terza del Liceo “Vittorio Sereni” a posare la pietra in memoria di Vittorio Lupano. Accompagnati alla chitarra dal professor Roberto Sala, i ragazzi hanno cantato La guerra di Piero di Fabrizio De André.

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