Alto Varesotto | 22 Aprile 2022

Reddito pro capite nell’alto Varesotto, «Il Covid e le dogane chiuse ci hanno danneggiato»

Reazioni dopo il rilascio dei dati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze relativi alle dichiarazioni 2020. Mastromarino e Bianchi: «Stiamo lavorando sullo sviluppo economico»

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Il crollo del reddito pro capite nei paesi dell’alto Varesotto, dopo i dati presentati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in relazione alla dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentate nel 2021 e riferite all’anno di imposta 2020, ha evidenziato e sottolineato una crisi che dura ormai da oltre due anni e che coincidono con l’inizio della pandemia.

I paesi del nostro territorio più colpiti dal Covid, dai vari lockdown e dalle misure in vigore per contrastare il diffondersi del virus, stando a quanto riportato dal Ministero, sono Luino e Lavena Ponte Tresa, anche se fisiologicamente il reddito pro capite, rispetto il resto della provincia, è sempre stato inferiore, a causa delle migliaia di frontalieri residenti: i loro redditi, infatti, eccezion fatta per attività e proprietà di immobili in Italia, non rientrano nel monte da cui si deduce il reddito medio.

«Sono due le riflessioni da fare – commenta il sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente dell’Associazione Italiana dei Comuni di Frontiera (ACIF), Massimo Mastromarino -: la prima riguarda la posizione in questa classifica, che storicamente vede Lavena Ponte Tresa “penalizzata” perchè i frontalieri non versano tasse in Italia. Si tratta di 1300 persone circa. Quindi questo dato spiega perchè il nostro Comune si posiziona così in basso».

«La seconda, invece, è relativa al Covid e alla chiusura delle dogane per diversi mesi – continua Mastromarino -. I servizi e il commercio sono stati fortemente penalizzati e colpiti, soprattutto nei periodi di festività come Natale e Pasqua. Non hanno guadagnato niente gli addetti a questi settori, sia i dipendenti che le partite IVA, e per questo il risultato non poteva che essere questo. In paese vi sono un migliaio di lavoratori tra negozianti, ristoratori, baristi e parrucchieri, che hanno risentito fortemente della mancanza dei clienti svizzeri a causa dei valichi chiusi. Oggi siamo al lavoro per dare uno slancio a tutto il territorio».

Dello stesso avviso anche il sindaco di Luino, Enrico Bianchi: «I dati sono evidenti, ma al di là dei numeri è da approfondire tutta la situazione sociale. Per questa ragione da settimane abbiamo messo al centro della nostra attività amministrativa la questione dello sviluppo economico, stiamo lavorando nel dettaglio su questo aspetto, coinvolgendo anche altre istituzioni ed attori del territorio, come gli industriali e Confcommercio. Il dato di Lavena Ponte Tresa e di Luino è significativo come indicatore, a fronte del fatto che il commercio ne risentito tanto dei vari lockdown».

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