Luino | 8 Aprile 2022

Luino, prof accusato di violenza sessuale sulle alunne: «In classe si rideva»

Al processo un ex studente ha ricordato le reazioni divertite a frasi e gesti del docente, che nel 2018 insegnava al "Carlo Volontè": «Eravamo piccoli, ora è diverso»

Tempo medio di lettura: 2 minuti

“Il contesto era sempre goliardico”, si è scoperto ieri in tribunale a Varese con una delle ultime testimonianze degli alunni dell’ex professore dell’Isis “Carlo Volontè” di Luino a processo per violenza sessuale.

L’accusa contesta all’uomo una serie di atteggiamenti sopra le righe e non consoni al ruolo di insegnante, tra toccatine alle studentesse e battute sconce, come quella che all’epoca dei fatti – risalenti alla primavera del 2018 – avrebbe scatenato una risata generale dell’intera classe mentre il prof spiegava la metafora della “camera con coperta” (sistema forse ancora in voga in certi alberghi di periferia per chiedere con discrezione al portiere il contatto di una prostituta con cui trascorrere la notte): “Tu saresti una bella coperta”, avrebbe detto il docente ad una sua alunna.

«Eravamo piccoli, vedevamo sicuramente le cose in modo diverso», ha aggiunto davanti ai giudici del collegio il testimone, un ragazzo di ventuno anni. Ma oggi, a differenza di allora, c’è poco da ridere, visti i gravi atti di cui l’imputato deve rispondere. E alla lunga trafila di “non ricordo” che ha accomunato le deposizioni in aula di tutti gli ex alunni già sentiti come testimoni, nell’ultima udienza si sono aggiunti i ricordi confusi del ventunenne per quel che riguarda la domanda più imbarazzante che un giorno il professore avrebbe rivolto ad una ragazzina di terza; una domanda inerente le “dimensioni” di cui era dotato l’allora fidanzato. Riferimento eclatante, ma completamente rimosso dalla memoria del testimone, a differenza dei pizzicotti e delle toccate “altezza coscia” durante le interrogazioni alla cattedra: «Lo faceva con simpatia, probabilmente per far notare alle ragazze che avevano sbagliato qualcosa».

Meno simpatiche le abitudini attribuite al prof in una lettera firmata da tutta la classe e inviata al dirigente scolastico pochi giorni dopo che il docente, ora a processo, aveva segnalato un fatto grave: la sottrazione di una verifica per conoscere in anticipo i quesiti, che costò agli studenti – gli stessi che poi lo hanno messo nei guai – un provvedimento disciplinare.

L’esame dell’imputato è stato rinviato al prossimo mese, a causa dell’assenza di un testimone che la difesa – rappresentata dall’avvocato Andrea Prestinoni – reputa fondamentale: una insegnante della scuola che avrebbe aiutato i ragazzi a comporre la lettera, poi rivolta alla sua stessa attenzione, oltre che a quella del preside. Che la girò alla polizia.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com