A distanza di una settimana, con la prosecuzione della guerra in Ucraina, anche il flusso dei profughi provenienti da quelle terre e diretti in Italia – e anche nel territorio varesino – non si arresta.
Se lo scorso 16 marzo ATS Insubria riferiva della presa in carico di poco meno di 2mila rifugiati, sette giorni dopo la cifra è già salita a 3.353 persone giunte fra Varesotto e Comasco e per le quali è stata attivata la prima assistenza dal punto di vista sanitario.
Fra questi oltre 3mila profughi, 1.438 sono bambini e ragazzi sotto i 18 anni (nessuno di loro risulta non accompagnato) e quelli che presentano patologie sono 19. La maggior parte di essi, 3.220, sono ospitati da famiglie, mentre 133 hanno ricevuto ospitalità da enti del Terzo Settore.
Per quanto riguarda invece il tasso di tamponi positivi individuati in questo particolare frangente, ATS Insubria ha comunicato una percentuale pari al 2%.
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