Luino | 16 Marzo 2022

Luino, altri gravi atti vandalici contro i treni della Verbano Express. Rabbia e indignazione

Devastata la vettura "Diecimila" anni ‘20, probabilmente presa a sassate da giovani. "Sempre lo stesso gruppo, prima si ubriacano e poi distruggono il nostro lavoro"

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Un altro duro comunicato stampa è quello inviato alla nostra redazione dai componenti dell’associazione Verbano Express di Luino, che da anni ormai si occupa di valorizzare i convogli storici presenti sul territorio e di organizzare eventi per attrarre appassionati, bambini e famiglie con l’obiettivo di far apprezzare il loro lavoro.

“Purtroppo, ci risiamo, il solito gruppo di giovani idioti ci ha colpito ancora“, esordiscono dall’associazione. Le fotografie inviate lo testimoniano in modo chiaro: finestrini danneggiati, vetri sui sedili degli scompartimenti e decine di bottiglie di alcolici abbandonati a pochi metri dai binari.

“Sabato, nel primo pomeriggio – raccontano -, un gruppo di giovani decerebrati teppisti, probabilmente annoiati, finito di tracannare alcolici lungo i binari della linea ferroviaria, ha deciso di rompere la noia ed il piattume delle loro vite, distruggendo la vettura modello Diecimila anni ‘20 della nostra associazione, così per una decina di minuti l’hanno presa a sassate devastandola, vanificando il duro lavoro di restauro fatto dalla nostra associazione , che aveva riportato la vettura al suo antico splendore, ripristinando velluti e le antiche fusioni”.

“E’ evidente che a questi giovani, oltre ad una ragione di vita, manchi un’educazione, anche minima, ma non siamo certo noi a poter porre rimedio, dove famiglia e scuola hanno fallito – commentano ancora -. Il problema è che il gruppo di idioti è sempre lo stesso, ben definito ed utilizza sempre il solito modus operandi, ubriacarsi lungo i binari, con l’effettiva pericolosità di finire prima o poi travolti da un treno, (speriamo non si debba mai dire, l’avevamo detto) e rompere la noia devastando le vetture del museo”.

“Non esiste al mondo, in aree civilizzate – spiegano ulteriormente -, un museo che viene sistematicamente sfasciato da un gruppo ben definito di imbecilli, questo però mina la nostra esistenza; noi non riceviamo sovvenzioni pubbliche, noi esistiamo grazie all’opera dei nostri volontari ed ai modesti introiti derivati dalle nostre ben conosciute ed apprezzate gite”.

“Noi continuiamo con la nostra opera, continuiamo a coltivare la nostra passione, anche se con una crescente frustrazione e chiediamo un aiuto concreto per risolvere questo problema”, concludono con rabbia, delusione e indignazione.

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