Italia | 8 Marzo 2022

Unione nazionale consumatori: “Benzina record storico, mai così alta”

Da inizio anno +13,6%, +280 euro su base annua. La denuncia del presidente Massimiliano Dona: "Il Governo riduca le accise di 30 centesimi"

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La benzina in modalità self service arrivando a 1,953 euro al litro ha raggiunto un record storico assoluto. Mai si era raggiunto un prezzo così elevato dall’inizio delle serie iniziate nel gennaio 1996. Insomma, non era mai era stata così cara visto che all’epoca un litro costava appena 90 cent, 0,904 euro per la precisione. Battuto il precedente primato ottenuto il 10 settembre 2012 quando si impennò fino a 1,890 euro”.

Questa la denuncia di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali e mensili del ministero della Transizione Ecologica.

“Se i rialzi dei mesi passati dipendevano dall’insufficiente rialzo della produzione di petrolio dei paesi Opec+ – continua -, il balzo stratosferico di questa settimana è un’evidente speculazione di chi scommette cinicamente sul blocco delle importazioni dalla Russia, stop che per ora non c’è. Anche per il gasolio si tratta del valore più alto di sempre. Superato, infatti, con 1,829 euro al litro il passato record di 1,778 euro al litro, sempre del 10 settembre 2012″.

“Dall’inizio dell’anno, in poco più due mesi, un litro di benzina è rincarato di oltre 23 cent, +13,6%, pari a 11 euro e 68 cent per un pieno di 50 litri, 280 euro su base annua, un litro di gasolio è aumentato di oltre 24 cent, +15,4%, 12 euro e 20 cent a rifornimento, equivalenti a 293 euro annui” prosegue Dona.

In un anno esatto, dalla rilevazione dell’8 marzo 2021, quando la benzina era pari a 1.550 euro al litro e il gasolio a 1.421 euro al litro – commenta ancora il presidente -, un pieno da 50 litri costa 20 euro e 17 cent in più per la benzina e 20 e 41 per il gasolio, con un’impennata, rispettivamente, del 26% e del 28,7%. Una stangata, su base annua, pari a 484 euro per la benzina e 490 per il gasolio”.

Il Governo continua il suo lungo letargo sul caro carburanti, facendo finta di niente, così da poter incassare in silenzio milioni aggiuntivi grazie all’Iva. Ma ora con la guerra in Ucraina o si sveglia e frena il decollo dei prezzi dovuto ai beni energetici o l’inflazione travolgerà le famiglie e il loro potere d’acquisto. Più aspetta e peggio è. Ora non basta più una riduzione delle accise di 20 cent per far scendere i prezzi a livelli normali, ne servono almeno trenta”, conclude Dona.

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