Montegrino Valtravaglia | 16 Febbraio 2022

Montegrino Valtravaglia e la neve: quando si sciava sul Sette Termini, fra polenta e vin brulè

«Quando nevica sul territorio il nostro progetto #orotrailaghi diviene più che mai attuale» racconta la presidentessa degli Amici delle Sempiterne Simona Fontana

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«Montegrino Valtravaglia, prezioso gioiello incastonato nelle valli, è nel mio cuore. Il nostro progetto #orotrailaghi, diviene più che mai attuale quando nevica sul nostro territorio. – così commenta Simona Fontana, presidente dell’Associazione Amici delle Sempiterne.

Montegrino presenta degli scorci naturalistici unici e nella Guida pratica dei luoghi di soggiorno e di cura d’Italia del 1951 era già segnalato come località di villeggiatura delle Prealpi e dei Laghi Prealpini. Tuttora questi luoghi rappresentano una meta turistica immersa nel verde e sono raggiungibili anche con un sentiero percorribile a piedi e in mountain bike.

Negli anni il paese ha conservato la passione per i giochi e i divertimenti sulla neve: «Stanotte alcuni associati si sono entusiasmati vedendo scendere i grossi fiocchi immacolati. Claudio De Silvestri, in particolare, – prosegue Fontana – custodisce i ricordi di suo papà Francesco, già sindaco del piccolo paesino» e ha voluto fornire alcuni scatti d’epoca (visibili in gallery) che raccontano di come suo padre organizzasse uno skilift in località Sette Termini.

Dall’inverno del 1971 ai primi anni ‘80, infatti, ogni domenica veniva installato sul versante del lago Maggiore dei Sette Termini, chiamato anche Bedroni, uno skilift mobile che consentiva di sciare su una pista di 300 metri.

Tale occasione era importante da un punto di vista sociale, perché permetteva ai giovani e a tutti coloro che ne erano appassionati non solo di esercitare lo sci alpino, ma anche di esaltare la bellezza delle valli da un punto di vista turistico.

A mezzogiorno, tutti coloro che partecipavano a questo evento si recavano in un rifugio in loco in cui potevano degustare prodotti come polenta, salumi, stufati e uova d’oca. Talvolta, però il gruppo di amici organizzatori, ricorreva ad un barbecue sempre disponibile sotto ad una grossa betulla, cucinando una polentata con costate accompagnata da una buona tazza di vin brulè.

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