Leggiuno | 14 Febbraio 2022

Leggiuno, «PNRR occasione per lavorare insieme e per costruire una rete di Comuni»

Con un’interrogazione il capogruppo Stefano Introini lancia una nuova proposta all’amministrazione per sfruttare i fondi europei: “Fare squadra sul territorio”

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«Il ruolo di consigliere comunale comporta certamente portare ad evidenza criticità (PGT di Leggiuno, Polizia Locale, Arolo ecc..) ma anche promuovere e stimolare un agire amministrativo verso il rinnovamento cogliendo istanze e questioni cui troppo spesso ci abituiamo a credere irrisolvibili e quindi ci abbandoniamo in una sorta di rassegnazione stereotipata (siamo senza banca, senza market, siamo un paese dormitorio, e via di queste banalità che spesso si sentono per crogiolarsi nel pessimismo collettivo)»: con queste parole il capogruppo di “Leggiuno per il lago Maggiore” Stefano Introini apre una nuova interrogazione presentata al sindaco Giovanni Parmigiani.

L’esempio portato dal consigliere di minoranza, ex responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Luino, è quello della prossima scadenza, al 31 marzo, della seconda opportunità di presentazione dei progetti di rigenerazione urbana per ottenere i relativi fondi del PNRR, un’iniziativa alla quale i Comuni sotto i 15mila abitanti possono partecipare solo facendo partenariato tra loro per raggiungere la soglia prescritta.

«E allora perché – si chiede Introini – non cogliere questa opportunità per dar un segnale di progettualità condivisa, perché non cercare un fattivo dialogo con i comuni contermini per proporre una candidatura? Le carte in mano non ci mancano: dal progetto per il restauro di San Primo e Feliciano, al recupero dell’Oratorio di Cellina. Bene, Leggiuno può essere un capofila e non solo un gregario in una potenziale aggregazione, ma comunque si può partire anche come gregario, l’importante è darsi una mossa, il 31 marzo è qui!».

Lo stimolo lanciato dal capogruppo di “Leggiuno per il lago Maggiore” è quello di provare a mettere in piedi un laboratorio, un tavolo di confronto costruttivo: «Le persone disponibili a dare una mano ci sono, le troviamo. Poi nel concreto delle cose da fare per il bando basta fare un po’ di telefonate, contattare Camera di Commercio per esempio, un ente di eccellenza per la provincia di Varese su queste cose; ma anche chiedere a Saronno e Samarate come hanno fatto loro per mutuare quelle ottime esperienze».

«Ma anche se i soldi previsti per questa fase non sono molti, 300 milioni, – continua Introini – vale comunque la pena di misurarci con questa iniziativa per mettere a punto la rete di collaborazione tra comuni alla base per costruire un disegno strategico comune, come si dice oggi “una cornice narrativa” per fare squadra sul territorio. Tale cornice narrativa dovrà evidentemente delineare un filo conduttore tra i partecipanti e direi che a Leggiuno le prospettive non mancano: dalla ex Slimpa, alla pista ciclabile dei laghi, alle questioni degli attracchi all’accessibilità alle spiagge, alla candidatura Unesco di Santa Caterina con la rigenerazione degli stabili della Provincia».

«Non trinceriamoci dietro il classico italiano “non è di nostra competenza” perché tocca alla Provincia, tocca al privato, tocca alla associazione culturale… Una amministrazione comunale ha il dovere di stimolare e promuovere, di concertare e incoraggiare le iniziative anche se afferenti proprietà diverse: abbiamo il dovere di esprimere una visione, come? Per esempio, come accennavo già per la questione della Polizia Locale, organizzando un tavolo di lavoro, un Consiglio Comunale e una Commissione dedicata, l’importante è parlare, confrontarsi e cambiare schema di gioco: se stai sempre in difesa magari resti a galla e le pari tutte, ma certamente ti perdi un sacco di occasioni per “fare gioco”».

A partire dall’esempio della Polizia Locale, per Introini non si tratta solo una questione di soldi, ma «di progetto, di relazioni, di opportunità per stringere collaborazioni su temi comuni: gestione dei parcheggi, accessibilità alle spiagge, organizzazione della viabilità, sicurezza davanti alle scuole, controllo del territorio ed ispettorato edilizia e via di altre mille possibili utilità. Insomma stringere queste relazioni aiuta a collaborare insieme, aiuta a fare massa critica e a consapevolizzare il fatto che senza Laveno, Monvalle, Sangiano, Besozzo, Brebbia, Ispra ecc… è perfettamente inutile chiedere alla Provincia di promuovere la candidatura UNESCO di Santa Caterina. La risposta potrebbe essere che tocca alla Provincia; per carità è legittimo rispondere così, come legittimo insistere per l’edificabilità del terreno a Ballarate che apparteneva al sindaco: ma sto parlando di fare politica, di disponibilità al confronto e al dialogo mettendo in conto che per trovare un accordo ognuno deve fare un passo indietro, si chiama metodo “win-win”. L’idea di candidare Santa Caterina a sito UNESCO giova prima di tutti a Leggiuno, Provincia ha già fatto tantissimo, le ricadute sarebbero soprattutto a livello locale e di lago Maggiore».

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